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Dunya Mikhail – Sacchi di ossa

Che fortuna!
Finalmente ha trovato le ossa di lui
c’è anche il cranio nel sacco
il sacco in mano a lei
somiglia ad altri sacchi
in altre mani tremanti
le ossa di lui a migliaia di ossa
nella fossa comune
il cranio non somiglia
a nessun altro cranio
occhi o fori
con cui ha visto più del dovuto
orecchie
in cui è passata una musica
con
una
storia
speciale
solo
per
lui,
naso
che non ha conosciuto aria pura
bocca aperta
come una voragine
non era così
quando l’ha baciata

serenamente
fuori da questo luogo assordante
di crani
e ossa
e terra
luogo dissepolto di domande: che senso ha morire di tutta questa morte
in un luogo in cui la tenebra suona
tutto questo silenzio
incontrare ora
i tuoi cari
attraverso tutte queste cavità
restituire a tua madre
in morte
il pugno di ossa
che ti aveva dato
in nascita
andartene
senza certificato di morte né di nascita
perché il dittatore non rilascia la fattura
quando ti prende la vita
il dittatore ha un cuore
e anche un cranio
un cranio enorme
che non somiglia a nessun altro cranio
è l’unico che riesce
a risolvere il problema
moltiplica la morte per milioni
e ottiene la patria
il dittatore
è il regista di una grande tragedia
ha anche un pubblico
un pubblico che applaude
un applauso
che scuote le ossa
nel sacco
il sacco pieno
in mano
finalmente
non come la vicina che – sfortunata –
non ha ancora trovato il suo sacco.
Titolo originale: Akyâs ‘izâm ; Traduzione di Elena Chiti
Questa traduzione si è classificata seconda al Premio di Traduzione Le mie parole altrui edizione 2007,
sezione poesia.

Dunya Mikhail (Baghdad, 1965) è una poetessa irachena residente negli Stati Uniti d’America.
Lavorava presso il giornale iracheno The Baghdad Observer, ma di fronte alle crescenti minacce e vessazioni da parte delle autorità irachene per i suoi scritti, nel 1990 fu costretta a fuggire negli U.S.A. Ha studiato nella Wayne State University di Detroit. Nel 2001 ha ricevuto dalle Nazioni Unite il premio per la libertà di scrittura. Mikhail sa parlare e scrivere in Inglese, Arabo e Assiro. Attualmente vive in Michigan dove lavora come coordinatrice delle risorse arabe nel locale distretto scolastico e universitario.

Opere :
The Diary of a Wave Outside the Sea, 1999
The War Works Hard, (tradotto nel 2005 da Elizabeth Winslow) (tra i candidati per l’International Griffin Poetry Prize del 2006)
The Psalms of Absence
La guerra lavora duro, (tradotto nel 2011 da Elena Chiti), testo arabo a fronte, Edizioni San Marco dei Giustiniani

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Categorie:Poesia
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