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Il BELATO DI DIO – di Maurizio Manzo

IL BELATO DI DIO

questo il belato di dio
che toglie l’anima al sangue
questo il belato biforcuto
che si coglie sul selciato

questo l’agnello di Quirra
budello e testa biforme
toglie i peccati ai pingui
che urinano nelle vene del vino

occhio al saltello
del budello d’agnello
del bidente d’uranio
sul cranio tagliente

bela sul fosso da una bocca
all’altra lana piroforica
lana di roccia che rocca
non scalda il respiro sfalda

prova l’agnello a seguire
nel gregge povero agnello
cento berretti una testa doppia (*)
duecentotrentotto isotopo scoppia

il pascolo inaridito
impoverito si è arricchito
il pastore imbizzarrito
indolenzito si è smarrito
addormentato su un letto
di mirra sotto il cielo di Quirra
ninna nanna mitra nanna ninna
canta la bomba canta la ninna
che senza tomba dorme la quiete.

(*)detto sardo: centu concas, centu berritas (cento teste, cento cappelli)

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Nato a Cagliari nel 1961, nel quartiere Castello, quartiere che influenzerà non poco la sua infanzia, Maurizio Manzo ha iniziato a scrivere fin da giovanissimo. Il suo primo poema, “Coreografia del ghetto storico” racconta il “delirio” di quattro donne ai margini, ambientato nelle stradine di Castello, e mostra, nonostante la giovane eta’, una forza stilistica gia’ matura. Il Poema e’ stato pubblicato nel 1985, Edizioni Castello, con la presentazione di Tonino Casula. Dopo questa prova per molto tempo Maurizio ha smesso di scrivere per dedicarsi alla famiglia e al lavoro. Ha ripreso da alcuni anni, con uno stile sempre molto personale e particolare, con testi che raccontano il disagio sociale senza retorica: “Le anamorfiche”, “Le assistenziali”, “All’ombra dei pixel”, associano tecniche molto antiche e poco (ab)usate di metrica, ad argomenti di attualità’.
La poesia che segnaliamo qui, “Il belato di Dio”, e’ la denuncia, apparentemente scanzonata e per contrasto, quindi, ancora piu’ dura, di quanto e’ avvenuto e si e’ scoperto del Salto di Quirra: il poligono in Sardegna dove esperimenti segreti su armi e munizioni, nonché’ lo smaltimento illecito di rifiuti (del Torio radioattivo e’ stato rinvenuto nelle salme di 12 pastori riesumati)hanno provocato danni terribili alla salute: nella striscia di Quirra, si muore infatti di “sindrome Golfo-Balcani”: gli animali e i bambini nascono con terribili alterazioni genetiche .
La strage interminabile – denunciata ininterrottamente dal 2001, monitorata dalle associazioni base e dalla stampa sarda, ignorata da “quelli che contano” – di recente è diventata visibile anche fuori dall’isola grazie alla fuga da cassetti blindati dell’indagine anamnestica dei veterinari delle ASL e al suo approdo in internet e nei PC di alcuni giornalisti.
Lo studio ha esaminato i ventuno allevamenti stanziali di ovini, rilevato «l’insorgere contemporaneo di problematiche genetiche (malformazione) negli animali e gravi malattie tumorali nelle persone che si occupano della conduzione degli allevamenti intorno alla zona perimetrale della base militare di Capo San Lorenzo nei territori di Quirra>>, e documentato le percentuali da campo di sterminio.

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Categorie:Poesia
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