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CARTA D’IDENTITA’ – di MAHMOUD DARWISH

Prendi nota
sono arabo
carta di identità numero 50.000
bambini otto
un altro nascerà l’estate prossima.
Ti secca?

Prendi nota
sono arabo
taglio pietre alla cava
spacco pietre per i miei figli
per il pane, i vestiti, i libri
solo per loro
non verrò mai a mendicare alla tua porta.
Ti secca?

Prendi nota
sono arabo
mi chiamo arabo non ho altro nome
sto fermo dove ogni altra cosa
trema di rabbia
ho messo radici qui
prima ancora degli ulivi e dei cedri
discendo da quelli che spingevano l’aratro
mio padre era povero contadino
senza terra né titoli
la mia casa una capanna di sterco.
Ti fa invidia?

Prendi nota
sono arabo
capelli neri
occhi scuri
segni particolari
fame atavica
il mio cibo
olio e origano
quando c’è
ma ho imparato a cucinarmi
anche i serpenti del deserto
il mio indirizzo
un villaggio non segnato sulla mappa
con strade senza nome, senza luce
ma gli uomini della cava amano il comunismo.

Prendi nota
sono arabo e comunista
Ti dà fastidio?
Hai rubato le mie vigne
e la terra che avevo da dissodare
non hai lasciato nulla per i miei figli
soltanto i sassi
e ho sentito che il tuo governo
esproprierà anche i sassi
ebbene allora prendi nota che prima di tutto
non odio nessuno e neppure rubo
ma quando mi affamano
mangio la carne del mio oppressore
attento alla mia fame,
attento alla mia rabbia.

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Tornato semiclandestinamente in patria nel 1948, dopo un esilio forzato in Libano, trovò il villaggio natale raso al suolo.
Il suo impegno politico, che si manifesta anche nell’attività giornalistica, gli ha causato numerosi arresti e lo ha costretto a vagare a lungo da un paese all’altro. Durante la permanenza a Beirut, approdo di esuli e intellettuali non solo arabi, entra in contatto con la letteratura internazionale.
Il suo linguaggio poetico attinge alle lotte, alla solitudine, alle sofferenze del vissuto quotidiano traducendo la condizione palestinese in un’esperienza umana di valore universale.
Considerato tra i più grandi poeti arabi contemporanei, ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali, come il Lannan Foundation Prize for Cultural Freedom (2002, USA), il Prince Claus Prize (2004, Paesi Bassi) e il Golden Wreath Award, Struga Poetry Evenings (2007, Macedonia).
Tra le sue opere: Elogio dell’ombra sublime (1983), Una memoria per l’oblio (1987), Meno rose (1987), Assedio (2002).
In Italia Epoché ha pubblicato Murale (2005), Oltre l’ultimo cielo. La Palestina come metafora (2007), Il letto della straniera (2009), Come fiori di mandorlo o più lontanto (2010)

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