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Archive for giugno 2012

Popolo di padroni popolo di servi – NATAN ZACH

Un popolo padrone si avvia alla guerra santa
contro un popolo di servi.
C’è la luna piena e lo Spirito Santo
dice che tutto andrà bene:
le tombe saranno piene.

Il popolo dei servi sta ammassando armi
per l’ultima battaglia
che cos’altro ha da perdere
fuori di una vita ignominiosa
ma aspettare il fine-mese però è una buona cosa
e incassare lo stipendio il primo.

E sia dunque battaglia, concordano le due parti
temprati gli animi alla soluzione finale,
le prèfiche già affilano la gola per il lamento
e solo un bimbetto nudo scorrazza qua e là
libero ancora per la via
e grida con gola secca: e che sarà di me? Che sarà?

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Natan ZACH è uno dei maggiori poeti israeliani viventi. Nato a Berlino nel 1930 da padre ebreo e madre di origine italiana, nel 1935 emigra con i genitori in Palestina. Fra le sue raccolte: Tutto il latte e il miele (1966), Nord-est (1979), Controcancellatura (1984) e Trovandomi nei paraggi ( …

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Shuntaro Tanikawa – Quando gli Uccelli sparirono dal Cielo

Il giorno in cui le Bestie sparirono dalla Foresta
la Foresta trattenne il respiro.
Il giorno in cui le Bestie sparirono dalla Foresta
gli umani continuarono a costruire strade.

Il giorno in cui i Pesci sparirono dal Mare
il Mare cupamente gemette.
Il giorno in cui i Pesci sparirono dal Mare
gli Umani continuarono a costruire porti.

Il giorno in cui i Bambini sparirono dalla Città
la Città si affaccendò perfino con più operosità.
Il giorno in cui i Bambini sparirono dalla Città
gli Umani continuarono a costruire parchi.

Il giorno in cui l’Umanità perse se stessa
tutti gli umani furono simili uno all’altro.
Il giorno in cui gli Umani smarrirono la Personalità
gli Umani continuarono a confidare nel futuro.

Il giorno in cui gli Uccelli sparirono dal Cielo
il Cielo pianse quietamente
Il giorno in cui gli Uccelli sparirono dal Cielo
gli Umani continuarono, inconsapevoli, a cantare.

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Nato a Tokyo nel 1931 Tanikawa, figlio del filosofo Tetsuo Tanikawa, esordì brillantemente, molto giovane, con “La solitudine di due miliardi di anni luce”. Tanikawa si è misurato in molti campi artistici, nella musica, nel disegno e nell’immagine, ha scritto drammi radio-televisivi. Si è impegnato anche nel campo della traduzione, ricordiamo la sua “Mamma oca” e la traduzione delle strisce Peanuts di Charles Schulz. Ha al suo attivo una sessantina di libri e una curiosità insaziabile. Si è misurato anche la cosiddetta poesia in prosa teorizzata da Irizawa Yasuo.

Naturalmente orientato verso la poesia di tipo occidentale, considera la poesia tradizionale troppo formale e chiusa. L’intenzione di Tanikawa è di porsi artisticamente come punto d’incontro tra oriente e occidente. Alcuni critici lo hanno avvicinato alla beat generation. Scrive di lui Shuzo Yachi: “Nella parola di Tanikawa esiste qualcosa di molto simile alla musica, che s’intreccia all’armonia universale e muove la materia poetica con la sua stessa forza”. È tradotto in molte lingue e la sua poesia in Giappone è studiata nelle scuole. È conosciuto in Italia.

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IL SILENZIO DEI VIOLINI

Tatarszentgyoergy

(di Roberto Malini)

Con occhi di ghiaccio li guardò l’odio,
con braccia di fuoco li prese.

La memoria, i violini, tutti quei fiori bianchi
non ci danno pace.

Mai dimenticheremo Tatarszentgyoergy,
dove grida – per sempre – giustizia
la cenere Rom.

(Lunedì 23 febbraio 2009, nel villaggio ungherese di Tatarszentgyoergy, 55 chilometri a sudest di Budapest, un giovane padre Rom e il figlio di cinque anni sono stati uccisi da sconosciuti e successivamente dati alle fiamme in un’aggressione di matrice razzista).

Il poeta Roberto Malini al Festival Internazionale di POESIA DI GENOVA nel giorno che ricorda l’Olocausto dei Rom

8 giugno 1838: inizia il Porrajmos in Italia. 8 giugno 2012, ricordiamolo al Festival di Genova con la poesia.

L’8 giugno 2012 a Genova dalle ore 20, presso i Giardini Emanuele Luzzati, il poeta e difensore dei diritti umani ROBERTO MALINI terrà una lettura di poesie dedicata alla condizione del popolo Rom in Italia. Il Festival Internazionale di Poesia di Genova – la principale manifestazione italiana riservata alla poesia – ha invitato Malini in una data emblematica, che ricorda quell’8 giugno del 1938 quando il Ministero degli Interni italiano, con una circolare diramata a tutte le prefetture, stabiliva l’istituzione di campi di concentramento destinati a persone italiane o straniere ritenute asociali dalle autorità preposte alla tutela dell’ordine pubblico. Lo stesso giorno ebbero inizio le retate e le conseguenti deportazioni di famiglie Rom: di fatto, iniziò il Porrajmos (olocausto del popolo Rom) in Italia. Roberto Malini è autore insieme al poeta americano Paul Polansky del libro di poesie “IL SILENZIO DEI VIOLINI” (edizioni Il Foglio, Piombino 2012, prefazione di Ian Hancock), che recentemente ha ottenuto la Menzione Speciale al Festival Letterario di Camaiore 2012. L’opera raccoglie poesie incentrate su vicende reali che hanno colpito i Rom in Italia negli ultimi anni.
“Sono orgoglioso di rappresentare con la mia poesia la gente Rom in una data così significativa,” ha detto il poeta. “Nello spazio che Claudio Pozzani, organizzatore del festival, mi ha concesso, porterò contemporaneamente un po’ del mio lavoro di poeta, un po’ di quello di attivista umanitario e testimone della persecuzione dei Rom. La lettura di Genova precede il ‘reading’ che terrò in settembre a Bruxelles di fronte a una rappresentanza del Parlamento e del Consiglio dell’Unione europea. In entrambe le occasioni, leggerò poesie che parlano di veri eroi del nostro tempo: Alexandru e Mihai, anziani Rom sopravvissuti al Porrajmos per incontrare ancora discriminazione e repressione nell’Italia di oggi; Toma, il patriarca dei Rom di Pesaro – città di sgomberi e persecuzione – che oggi si trova in carcere senza aver commesso alcuna colpa ed è in attesa della risposta del presidente Napolitano alla domanda di grazia che gli abbiamo inoltrato; Irina, vittima di stupro da parte di razzisti; Danchu, che dipinge fiori nelle baracche e sotto i ponti, per lasciare una traccia del passaggio della sua famiglia; Virgil, bimbo che non è mai venuto al mondo, perché la giovane madre l’ha perduto durante un terribile sgombero, ancora a Pesaro. Il Festival Internazionale di Poesia di Genova è l’occasione ideale per questa lettura, perché il capoluogo ligure è una città che manifesta solidarietà verso i Rom e attenzione verso la loro cultura secolare: un caso raro nel nostro paese”. Roberto Malini, membro fondatore del gruppo internazionale di artisti per i Rom “Khetanes”, ama l’interazione fra arti diverse e ha già lavorato con alcuni dei più noti artisti Rom: da Vadim Kolpakov (musicista che collabora regolarmente con Madonna) a Santino Spinelli, da Jovica Jovic alla giovane pittrice Rebecca Covaciu.