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Gezim Hajdari

Per voi uomini dell’ Europa che vi arrangiate ogni giorno
Per voi donne dell’ Est che lavate per terra o accompagnate
a prendere aria i vecchi d’ Occidente
Per voi immigrati che dormite sulle panchine e vi svegliate
con un ‘immensa nostalgia
Per voi barboni
che non
volete padroni e vivete in pace
con l’universo
Per voi prostitute che offrite il vostro sesso a negri bianchi
gialli fino al sangue
Per voi malati e disoccupati come solidarietà e misericordia
Per voi missionari che portate tenerezza ai deboli prima di morire
Per voi contadini che fate pascolare il gregge e arate i campi da
nord a sud
Per voi folli che ci insegnate gratis la follia
Per voi che siete soli e fuggite come me
scrivo questi versi in italiano e mi tormento in albanese

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IOGRAFIA

Gëzim Hajdari è nato nel 1957 a Hajdaraj, piccolo villaggio collinoso della provincia di Darsìa (Lushnjë) dove durante l’autunno e l’inverno si scatenano lampi e tuoni tremendi e tira sempre vento. Nel paese natale ha terminato le elementari, mentre ha frequentato le medie, il Liceo Scientifico e l’Istituto superiore per ragionieri nella città di Lushnjë. Ha studiato Lettere Albanesi a Elbasan e Lettere Moderne alla “Sapienza” di Roma.
La sua attività letteraria si svolge all’insegna del bilinguismo, in italiano e albanese. Ha pubblicato le raccolte poetiche: “Erbamara”, “Antologia della pioggia”, “Ombra di cane”, “Sassi controvento”, “Corpo presente”, “Stigmate”, “Spine nere”, “San Pedro Cutud: Viaggio negli inferi del tropico”, “Maldiluna”, “Poema dell’esilio”.
Fa parte di numerose antologie e ha partecipato a vari reading di poesia. È cittadino onorario della Città di Frosinone per meriti letterari.
Sta curando, assieme a I. Mehadheb e S. Mugno, la traduzione in italiano dell’opera del maggior poeta tunisino: Abau El Cacem Chebbi.
Ha vinto numerosi premi per la poesia come: Premio Eks&Tra, Premio Montale (per la poesia inedita), Premio Dario Bellezza, Premio Grotteria, Premio Trieste EtniePoesie.
Le sue poesie sono tradotte in greco e in inglese. Hajdari scrive sia in albanese che in italiano, rinnovando un’antica tradizione di poeti (da Seneca fino a Keats, Nabokov, Yeats, Celan) che hanno scritto nella lingua del paese ospitante. Temi ricorrenti nella sua poetica sono la solitudine (condizione esistenziale quasi catartica), il viaggio (come esule, ma anche come essere umano) ed elementi naturali come la pietra, la terra, il cielo.
Ha partecipato a “Lo spirito dei luoghi – Poesia contro la guerra” (1999) e a “Verba Volant” (2000)

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Categorie:Poesia
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