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Alexandra Petrova

«Signor Dio, –
non so, ma ultimamente
la vita è una continua bua;
e poi il tuo film gira un po’ troppo veloce.
Non si riesce a star dietro al successo dei vicini,
figuriamoci andare in chiesa
a pregarti.
E ancora: l’immagine non fa che restringersi,
la pellicola brucia spesso,
in teoria, mi dico, se mi trovassi lì dentro
spalancherei le porte e demolirei le tue pareti,
ma poi mi sento impaurita,
e voglio uscire».

«Sì, è vero – continuò lui –
tu corri troppo.
Il corpo di mia moglie era elastico, come un pallone,
e ora ci si sente
soltanto inutile a letto.
Tu che sei un uomo, queste cose le capisci».

«Lui non c’è, – dissero i bambini –
tutto è solo un gioco,
una corsa sudata sulla distanza
tra il c’è e il potrebbe esserci,
zia Mimma è morta colpita da un’accetta
che il marito le piantò in fronte,
mentre avrebbe potuto ogni sabato, come prima,
ballare la rumba in palestra
e spassarsela fino al mattino.

La va. Ma poi la spacca.
Tutto secondo i piani della nostra comune penuria.
Nell’attesa del miracolo, certo, del margine di errore
e nella speranza che il vicino
cada nella latrina da lui stesso scavata, per primo.
Ma i nostri fratelli minori non scelgono il loro destino.
Le femmine dell’acaro escono già incinte dal ventre,
dove si uniscono al fratellino,
divorando le viscere materne per venire prima alla luce.
Però è meglio crepare di accetta
che farsi la sorella.

Essere fatti di materia è chiaramente più stupido
che guardarla correre,
inciampare e diventare
per qualcuno uno spettacolo divertente.

Signor Dio,
dai il via alla festa delle oziosità!
Hai fifa della morte della mortalità?»

Lui, che forse li ascoltava, nell’oscurità taceva sdraiato,
diffondendo ombre e luci sul soffitto,
e le lacrime, pioggia fredda,
scendevano a picco sul viso,
confermando le previsioni meteo
di una crescente umidità.

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Aleksandra Gennadievna Petrova è nata a Leningrado, attuale San Pietroburgo. Laureata in Lettere all’Università di Tartu, in Estonia, ha vissuto per alcuni anni a Gerusalemme (Israele) dove ha lavorato come restauratrice di icone sacre. Dal 1999 vive a Roma (Italia).

La sua poesia è stata pubblicata su prestigiose riviste russe come Mitin Žurnal, Continent (Parigi), Zercalo (Tel-Aviv), Znamja (Mosca) e straniere: Literary Revue (New York), Sveste (Belgrado), Povelia (Belgrado), Circumference (N.Y), Zoland Poetry (Hanover, New Hampshire). Collabora con alcune riviste italiane: Poesia che nel n.167 del dicembre 2002 le dedica anche la copertina (Crocetti Editore), Sud (Lavieri Editrice) e blog collettivi come Nazione Indiana.

Nel 1994 pubblica la raccolta poetica Linia otryva (“Punto di distacco”) e nel 1999 il libro di prose e poesie Vid na žitel’stvo (“Permesso di vivere” o “Permesso di soggiorno”, o anche “Vedute sull’esistenza”), “short list” del Premio Andrej Belyj delle edizioni NLO.

Nel 2003 pubblica l’operetta filosofica in dieci scene I pastori di Dolly per la Onyx Edizioni di Roma.

Nel 2003 numerose sue poesie vengono tradotte nell’antologia La nuova poesia russa (Crocetti editore) introdotte da un saggio di Viktor Krivulin.

Oltre che in italiano i suoi testi sono stati tradotti in inglese, ebraico, portoghese, slovacco, serbo, cinese.

Altri fuochi, la sua raccolta di poesie, è stata pubblicata da Crocetti editore nel 2005 nella collana Neòteori.

Nel 2008 ha tenuto una serie di reading e di incontri letterari nelle più importanti università americane tra cui Harvard, Berkeley, Brown, Penn, Princeton. Nel 2008 è uscita la nuova raccolta poetica in Russia dal titolo Tol’ko derev’ja (“Solo alberi”) per le edizioni NLO (“short list” di Premio Andrej Belyj).

Dei poeti russi contemporanei è una delle voci più significative appartenenti alla generazione degli anni sessanta per la sua capacità di esprimere argomenti feroci nei suoi scritti con veemente dolcezza, il distacco dalle piccole cose in metri e forme che appartengono alla poesia più alta, il fissare con immagini filmiche e allo stesso tempo sospese nel tempo l’emozione di un ricordo l’odore di una terra l’alternarsi delle coincidenze. Della sua opera si sono occupati Stephanie Sandler, Professor of Slavic Languages and Literatures at Davis Center for Russian Studies Harvard University e tra i critici contemporanei Aleksandr Goldstein.

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Categorie:Poesia
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