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Jack Hirschman – L’arcano delle torri gemelle

L’arcano delle Torri Gemelle

Un lutto tale dal quale
potremmo svegliarci
(essendo stati risvegliati da una tale luce)
per vedere la luce
alla fine:

che noi siamo ora
non più
né meno
ma siamo stati più di altri

una terra violenta

nei nostri mercati monetari
nella nostra “legge ed ordine”
nei nostri “Quotidiani” quotidiani
nei nostri letti

una vita violenta

fingendo un’innocenza impenetrabile
e il potere simbolizzato
da quelle gigantesche
Twins.

La loro distruzione:
sogno di Hitler, sognato persino
prima che fossero costruite,
prima che il suo suicidio
cominciasse a combattere al fianco
del fanatismo religioso.

E noi
che avevamo ereditato tanto
della sua violenza ed anti-comunismo,
noi, che infine abbiamo persino
finanziato l’attacco
alla nostra pretesa innocenza
– noi così a nostro agio
con il fascismo (negato, naturalmente)
con la brutalità (rinnegata naturalmente)
con la libertà sentimentalizzata
da un nucleo di vuoto distruttivo,
disperazione,
cinismo in fondo,

figli di un nichilismo
a stelle e strisce (naturalmente negato e rinnegato)

“dalla California
all’isola di New York”

fratelli e sorelle,
i miei
così tristemente colpiti,
così profondamente colpiti.

2.

L’Israeliano dice: “Ora lo sanno”
lui che è stato infestato
dai geni
di una siringa di male indimenticabile
lunga dodici anni.

Probabilmente siamo noi ora a sapere
che cosa significhi essere totalmente detestati
fino all’apocalisse.

Ed è una difesa fascista contro
un attacco fascista che il mondo
sta preparando, perché non c’è altro
che quel nulla
di un pianeta scorpione che si mangia
la coda;

ed è la consapevolezza di questa verità
che raddoppia il lutto
e rende più profonda la paura
della perdita dell’innocenza
che già prima era una bugia.

Questa volta siamo davvero intrappolati
dalla verità e ci addolora
noi che siamo stati così a nostro agio
nella libertà della menzogna.

Questa volta la mobilitazione totale
della consapevolezza della guerra dice:
anche se il pacifismo cresce,
anche se esso impedirà attacchi in risposta,
anche se la non violenza trionfa,
il futuro sarà
come un uomo di colore,
o come l’erotismo,
che pur non più linciato o censurato,
comunque non si sentirà
mai completamente a proprio agio
in questa vita terrena.

Il dominio del nulla
è completo ora.
Dio assassinato da un lato.
Dio suicidato dall’altro.

Il trionfo del fascismo.

Siamo condannati a vivere
le nostre vite non-violente
comprando e vendendo
e pregando la violenza
nostro malgrado

perché non c’è nient’altro,
nulla è cambiato,
è solo più chiaramente rivelato.

3.

Celia,
so che sei corsa verso
non via da,
per aiutare, salvare.

E che hai visto il
secondo aereo svanire
nel muro mentre correvi
in quella direzione.

E che hai visto, per
la prima volta nella tua vita,
esseri umani saltare giù
da finestre altissime.

E le Twins collassare
in un’unica montagna ripiegata
di una morte moltiplicata per mille
e macerie e polvere.

Nulla di ciò che ho visto
su uno schermo televisivo
migliaia di miglia lontano
in un altro continente

può avvicinarsi all’orrore
di ciò che tu hai visto mentre
correvi verso la scena
fin quando non hai più potuto,

nuvole di polvere si espandevano
nelle strade e
quelli che correvano
via dal nucleo per salvarsi

ti dicevano che non potevi
andare oltre, non potevi aiutare,
non potevi salvare, o mia
coraggiosa, coraggiosa figlia.

So che il tuo dolore non viene
da lontano. In vano, in vano
sono morti! gridi e
e la tua disperazione allora forse

ci risparmia, forse addirittura ci salva
dallo shock che
ha trasformato il futuro in un
arcaico scavo archeologico.

4.

La notte che è arrivata, la notte tecnologica, lunga tutto il giorno,
e con essa il lutto,
il digiuno dei veloci2,
il gusto amaro
del proprio deserto.

E che non è solo nostro
perché tutti parliamo con bocche di sabbia,
e le dune crescono, a onde con le parole
di un’oscurità abbagliante nel sole
che è infranto in ciascuno di noi.

Per tutta la notte, aeroplani ed elicotteri hanno volato
sui portici terra bruciata di Bologna,
dove mi ritrovo
in lutto.
È diventato lo Stato
dell’Essere.

Una bandiera nera
a mezz’asta.

Sospesa a mezz’aria.

Traduzione: Raffaella Marzano

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È stato professore di inglese alla UCLA di Los Angeles dal 1961. Nel 1966 fu licenziato perché promotore di una serie di proteste e manifestazioni contro la guerra in Vietnam, attività definite “contro lo Stato”. Una di queste fu l’attribuire la “A”, ossia il massimo dei voti, a tutti gli studenti destinati all’arruolamento per aiutarli a sfuggire alla guerra.
Nel 1954 sposò una compagna di classe del City College, Ruth Epstein, dalla quale ebbe due figli, David nel 1956 e Celia nel 1958. Da lei divorziò nel 1974.
Fu molto vicino alla beat generation, amico di Allen Ginsberg, Gregory Corso, Bob Kaufman, Martin Matz e di tutti gli altri poeti beat.
Da essi prese le distanze, tuttavia, definendo la loro una “rivoluzione borghese”, fatta di droghe e di misticismo orientale. Più vicino politicamente e culturalmente, invece, ai movimenti radicali afroamericani, come il Black Panther Party ed a poeti come Amiri Baraka.
Nel 1980 aderì al Communist Labor Party, divenendo un “attivista culturale” collaborando con un gruppo di “poeti attivisti”. Tra questi: Sarah Menefee, Michael Warr, Luis Rodriguez, Kimiko Hahn e Bruno Gullì. Il gruppo si sciolse nel 1992.
Lo scrittore è sposato con la poetessa anglo-svedese Agneta Falk e dalla seconda metà degli anni novanta è un assiduo collaboratore dell’iniziativa “Casa della Poesia” di Baronissi (SA). Il comune di Baronissi gli ha conferito la cittadinanza onoraria[1][2] il 13 dicembre 2008, in occasione del suo 75º compleanno.
È inoltre amico del poeta veneziano Ferruccio Brugnaro, del quale ha tradotto due opere.

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Categorie:Poesia
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