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Riccardo Raimondo – Villa Bellini

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,/ e questa siepe, che da tanta parte/ de l’ultimo orizzonte il guardo esclude.
(Giacomo Leopardi, L’infinito)

Villa Bellini

Sempre sarà per me un mistero:
i passerotti miagolare nel gioco dell’amore,
l’aria, le foglie dolcemente
disordinare.

Sul viale
occhiali da sole griffati
inquietano donnebambine passanti
di rosa e bianco vestite
come pin-up delle pubblicità.
Tredici anni è già il trucco,
la voglia generosa e la civetta,
sedici anni è già il drago con rossetto
e i tacchi, le gonne corte.

Ecco, la primavera inaugura
l’amore:
e sono le botte
fra due passerotte:
l’una becca lo scalpo dell’altra
che le ha rubato il bel gallo,
e sono i morsi
delle formiche centauresse,
amazzoni dei quartieri popolari
indefesse, dentro gli stivali
Fornarina.

Le giostre colorate luccicanti
– torri d’avanguardia d’un nuovo accampamento
per gli zingari del parco –
si stagliano come tende nomadi
sulla radura sabbiosa,
polverosa di niente
dove spesso i ragazzi
giocano a palla.

Le grida delle mammeborsetta
zittiscono il pigolare dei bimbi
– e disperdono le piume fra le foglie –,
in lontananza schiaffopadre
intrappola Sofia la principessa
fra le sbarre di sicurezza
della carrozzetta.

Dei canti berberi, delle morne greche,
delle danze fiamminghe rimane solo
emtivvì disottofondo
a un altro giro di giostra
– il nonno allunga un euro
alla mano dello zingaro
e un altro euro, «nonno, un altro giro!».

Il mio cucciolo di cuore
s’è accasciato dolcemente
sul verde panchina,
– a pochi metri
ma distante enormemente dalla scena –
e io qui mi faccio
passero solitario
e miro
oltre il colle

il sospiro di più alte foglie,

il colore che fa il cielo all’orizzonte,
la sostanza delle nuvole che musica
la Villa
e mi parla della rotta delle rondini.

Miro
oltre la siepe
e assume un altro senso
il confine, l’orizzonte
un altro colore
e lo sguardo è la soglia,

la siepe l’errore l’errore l’errore

*******************************************************************************************************Riccardo Raimondo nasce Riccardo Raimondo nasce nel 1987 a Siracusa. Studia Lettere Moderne. Da dicembre 2011 è accademico corrispondente presso l’Accademia degli Incolti (Roma).
Collabora con alcune riviste e webzine nell’ambito della critica d’arte, letteraria e di costume (fra cui Tribeart, Criticaletteraria.org, Violapost.it, Decrescitafelice.com)
Fra i riconoscimenti più importanti: Menzione d’onore Premio Montano 2011 per raccolta inedita; Menzione Premio Maria Marino 2011 per selezione di versi inediti.
In versi ha pubblicato: Lo sfasciacarrozze (A&B 2009, post-fazione di Cettina Rizzo); Il potere dei giocattoli (Sentieri Meridiani 2012, a cura di Daniele Maria Pegorari, con una nota di Sebastiano T.Aglieco)
Ha pubblicato nelle antologie: Il Potere dei Coriandoli (A&B 2009 a cura di Antonino Di Giovanni, Giovanni Caviezel e Chiara Tinnirello); In Albergo (Perrone Lab 2010); Cose a parole (Perrone Lab 2010); Verba Agrestia (Lietocolle 2010).
Ha collaborato a progetti d’arte visiva con la fotografa Jessica Hauf (atelierhauf.com).
Ha scritto testi per alcune canzoni tra cui Tre sul rouge on Adriana Spuria (myspace.com/adrianaspuria).
Ha lavorato con diversi artisti a spettacoli e istallazioni, cercando un continuo dialogo fra la poesia e arti di tradizioni diversissime (la musica acustica ed elettronica, la video-arte, i fumetti, le sculture animate, le marionette, il teatro-poesia, la fotografia), sperimentando sempre nuove strategie della creazione.
La sua messa in scena più importante è stata Il Potere dei giocattoli, “nello spazio di mezzo fra mondo e giocattolo”, nel 2010 e 2011. Per questo spettacolo ha lavorato a fianco della Compagnia GestiColando (che si è contraddistinta negli anni per il teatro di sperimentazione), Ludovico Pipitò (chitarra), Marina La Placa (theremin), Elena Cantarella (sculture animate e marionette, del laboratorio Cartura). Lo spettacolo ha visitato i più importanti palcoscenici siciliani fra cui il Teatro Politeama di Palermo, il Centro ZO di Catania, e l’Auditorium della Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania.
Per sua iniziativa sta per nascere un blog collettivo: VERSO UN’ECOLOGIA DEL VERSO. Al fine di dare una risposta efficace a tutti i lettori che non si riconoscono nelle strategie culturali contemporanee e di rendere nuovamente centrali le parole non come luoghi della negazione, ma della possibilità‘.

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Categorie:Poesia
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