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Ottavio Rossani recensisce Benny Nonasky

Imàgenes Trasmundo è un libro coraggioso e fuori dagli schemi correnti. La poesia di impegno civile di Benny Nonasky, in questa sua nuova raccolta, affronta un viaggio “scomodo”: da Kabul alla Cecenia; da Haiti al Darfur; dalla rivoluzione in Egitto, alla resistenza del popolo iraniano; dall’11 settembre a Michelle Obama; da Fukushima alle storie dei migranti; dalla prepotenza cinese a Putin. E l’ultimo complesso itinerario di critica e di denuncia è un Alfabeto Italia che ha per protagonista Berlusconi (mai nominato, ma di facile identificazione) una lunga ballata tra satira e invettiva sulla performance ventennale de “il Solo,/ l’Incontrastato “).

Benny Nonasky ha 25 anni. E con l’irruenza e spontaneità tipiche della giovane età si assume il diritto di parlare degli eventi “criminali” nel mondo, della “corruzione” che incancrenisce l’esercizio del potere politico, delle guerre provocate da interessi ingiustificabili, di terrorismo, di complicità e omertà. Il mondo è dentro di noi e Nonasky ci dice che non possiamo non guardare e cercare di capire. E anche cercare di salvarlo, questo nostro mondo, dalle abberrazioni, dagli assassini, dagli spacciatori di droghe e false ideologie.

Forse Nonasky deve ancora affinare il controllo delle situazioni poetiche, il flusso carsico delle emozioni e delle ire, condite in bene da una continua ironia, ma è indubbio che sta tentando una strada difficile ma entusiasmante, pericolosa ma necessaria.La poesia civile in Italia dopo Pasolini e Raboni non ha avuto grandi cultori, o forse è meglio dire brandi esiti.

Nonasky ha scelto il cammino più impervio per fare poesia. “La poesia è uno strumento, non è un fine”, ha detto in un’intervista. Un mezzo per diventare cittadino legittimo di un mondo traviato che necessita di un dinsinquinamento. Le sue denunce poetiche sono un nobile richiamo alla responsabilità degli uomini davanti alla vita. Questo tentativo andava fatto prima o poi. Benvenuto, quindi, al giovane e arditoo calabrese che per fare il poeta e l’intellettuale ha lasciato la Calabria e si è insediato a Torino, da dove elabora e diffonde (ha un sito web, ha fondato una rivista letteraria elettronica, fa l’animatore culturale) le sue strategie di resistenza sociopolitica, che sa tradurre con forza in testi poetici efficaci e innovativi (oross).
Propongo alla lettura due passaggi dell’appendice Alfabeto italiano:

D

Tutti lo applaudivano al suo passaggio.

Tutti si inchinavano mentre alzava

la mano a salutare.

Tutti si congratulavano con lui per

le sue orge e la sua pèoligamia.

Tutti dicevano sì ai suoi sì

e no ai suoi no.

Tutti ridevano alle sue battute

sconce, maschiliste, razziste.

Tutti erano in lui, lui e per lui.

…………………………………………….

Iniziarono ad ossessionarlo codesti pensieri.

Iniziò a non fidfarsi più di nessuno,

a prendere decisioni solo per sé e create

solo da lui, in ogni campo e menzione.

Cominciò a parlare, con più vigore e potenza,

unicamente della sua grandezza e autorità,

arrivando al punto di dialogare unicamente

col suo riflesso.

si diceva continuamente,

in uno stato febbrile, dinnanzi uno specchio

mentre alcuni ragazzi in frac arancione acerbo,

sotto lasua regia, chiedevano invece di adularlo.

………………………………………………………………………..

Ottavio Rossani, Corriere della Sera

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