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FABIO CIOFI – ASCENSIONE

Gioia corrosa da un acido potente
l’attesa. Lo scorporo di un’imposta
già corrisposta la pertinenza
dell’oggetto del contendere:
pretendere assuefazione al senso
di vuoto che ancora non riscuoto,
fra gli scommettitori, ecco.

Ti parlo per inesperienza
acquisita sul campo. Dove
cade il lampo la cenere
era pronta in precedenza.
L’illusione che l’evento accada
quando accade ti disorienta:
ora ascoltami con l’orecchio
di chi non conosce suono.
Argomenta piano, senza fretta, ecco.

Sali e ti avviti per una scala
a chiocciola e infine ti appiccichi
al ferro. Lo spazio assente
ti consegna alla dimensione del tempo.
Il contatto col metallo una rivelazione:
resistere a cosa, se è crollato
il concetto di valore?

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Fabio Ciofi è nato il 10.09.1962 a Casole D’Elsa in provincia di Siena, dove vive e lavora. Laureato in filosofia, ha collaborato ad alcuni quotidiani locali (“La gazzetta di Siena”, “Nazione Siena”, “Il cittadino”).

Ha al suo attivo diverse pubblicazioni di poesia:
– Sabbie mobili, Lalli, Poggibonsi, 1986
– Efemera e oltre, Lalli, Poggibonsi, 1990
– Prendi ad esempio me, Guerini e associati, Milano, 1993
Non a caso, Mobydick, Faenza, 1997
– Vae Victis, Joker, Novi Ligure, 2000
Ha pubblicato Il paese di C, una raccolta di racconti, nel 2001 con Mobydick.
Della sua opera si sono occupate diverse riviste e alcuni quotidiani, fra i quali ricordiamo le riviste, Atelier, ClanDestino, La clessidra, Poiesis, Poesia, Fernandel, Lengua, Versodove, Le voci della luna, Tratti, Il filorosso, La Rocca poesia e altre. Fra i quotidiani: “Nazione Siena”, “La Gazzetta di Parma”, “Il piccolo” di Alessandria. Di lui si è occupata, su Internet, anche la rivista “Pseudolo” con una presentazione di Vae Victis, a cura di G. Lucini (www.pseudolo.it)
Ha ottenuto numerosi riconoscimenti, fra i quali il premio “A. Manzoni – Baveno poesia” nell’anno 2000 e il premio “Pagine” 2000. Finalista al “Sandro Penna” del 1998 e al “San Domenichino” 1999 con la raccolta Non a caso. Finalista anche al “Laboratorio delle Arti” dell’anno 2000 ed a “L’incontro di poesia” del 1999. Vincitore del 1° Premio D.M. Turoldo, nel 2002.
Poesia dell’annichilimento di fronte al potere, della resistenza dell’annichilito che non ha più nulla da perdere e sa che nessuno si cura di quello che dice. Anche il linguaggio rivela come la poesia non riesca a sottrarsi ai concetti economici, l’uomo-merce di se stesso, alla ricerca di una gioia già’ “corrosa” e inaspettatamente già’ vissuta senza consapevolezza (“Lo scorporo di un’imposta già corrisposta/ la pertinenza dell’oggetto del contendere”)

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