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Neobar

 
Di questo incanto
che non seduce
insudicia la vita
non fartene ragione
non è questa tua terra
che lo diffonde
che ha sconfitto i sismi
e non ribolle
annegato i vili
cacciato gli oppressori;
non è del suo cuore
l’incuranza a oltranza
per i suoi figli
per la sua gente
ma dei suoi governanti
più bendati dei quattro mori.

Battono all’asta
la tua casa
speculano sul tuo lavoro
che poi svanisce
sotto gli occhi di tutti
le urla nel vuoto e
se ti dai fuoco
si parla della piaga
del vento
nella tua terra
circondata dal mare.
Quando richiedi
attenzione diventi
bersaglio
predatore predato
piagato nella dignità.

Non chiedi conto
solo di un pasto
ma di servire il loro
ingozzo
loro il trasporto
il loro essere
nel bene
l’imbottigliarsi il sole
rastrellare la sabbia
grattare rocce
spezzare il mare
sferzato dal petrolio
per la benzina
che solo respiriamo
guardiamo

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Categorie:Poesia
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