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La misera consolazione – Paola Musa

PaolinaNoi fummo tra quelli che irruppero
scardinando il nulla
senza porte e pareti.

Tracciammo con stupore
la nostra incerta fede
tra le scintille stinte
di una vita incarnata

senza sapere esattamente
senza sapere davvero

quanto tempo era passato
quanto tempo fosse già corrotto
tra l’istante in cui irrompemmo
e quello in cui abitammo –

e se fossimo davvero noi gli arbitri,
gli eredi incontrastati della terra
i detentori del vero, o invero

gli impostori, gli ingannati, magari,
giacché nel tripudio d’infiniti mondi
solo uno fu nostro, e in questo

il cielo e’ ancora una trincea
contro il quale scagliamo ciechi
i salmi dell’abbandono.

Spezziamo la tiepida ferocia
del patto tra Dio e uomo
che langue, grumo nero,
sul volto della palude.

Ci basti la misera consolazione della specie
che nel sangue ha disegnato i suoi limiti,
e se evolve in un punto
è già involuto in un altro.

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Categorie:Poesia
  1. gennaio 21, 2013 alle 5:07 pm

    Triste è ragionar in questo modo,quanto siamo brutti nel riflesso di tanta bellezza,i pensieri abbelliscono nel linguaggio, ma i fatti distruggono ciò che siamo realmente.

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