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Archive for aprile 2013

LA Patria addormentata di Patrizia Cavalli

Capita a volte

che hai un mezzo pomeriggio in una delle tante

belle città italiane di provincia.

Vai dove devi andare, non hai voglia

di fare la turista, e anzi scegli

stradine laterali, senza gente;

camminando t’imbatti in uno slargo

con una chiesa, di quelle un po’ neglette,

spesso chiuse; sei già in ritardo, ma guardi

la facciata che sonnecchia, e subito

i tuoi passi si allentano, si disfano,

si fanno trasognati finché non resti

immobile a chiederti cos’è

quel denso concentrato di esistenza

sorpresa dentro un tempo che ti assorbe

in una proporzione originaria.

Più che bellezza: è un’appartenenza

Elementare, semplice già data.

Ah, non toccate niente, non sciupate!

C’è la mia patria in quelle pietre, addormentata.

[…]

CavalliOstile e spersa
stranita dalle offese dei cortili,
dalle risorse inesauste dei rumori
per varietà di timbri e gradazioni,
braccata dalle puzze che sinistre
si alzano sempre non si sa mai da dove;
tentata senza esito di uccidere
i gabbiani che hanno occupato l’aria
e le terrazza con urla litigiose
– aerei condomini davvero troppo umani;
sbattuta in poche ore da un normanno
novembre a un greco agosto, sempre più
dubitando, eccomi qui obbligata
a pensare alla patria. Che se io l’avessi
non dovrei più pensarci, sarei nell’agio pigro
e un po’ distratto di chi si muove
nella propria casa, sicuro anche al buio
di scansare, tanto gli è familiare
ogni più scabro spigolo di muro.

(Versi tratti da La patria)

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Patrizia Cavalli (Todi, 1947) ha pubblicato per Einaudi alcune raccolte di successo: Le mie poesie non cambieranno il mondo (1974), Il cielo (1981), Poesie 1974-1992 (1992), L’io singolare proprio mio(1992) e Sempre aperto teatro (1999). Con la raccolta Sempre aperto teatro, ha vinto il Premio Letterario Viareggio-Repaci. L’ultima raccolta è Pigre divinità e pigra sorte (2006). Sempre per l’editore Einaudi ha tradotto il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare; dello stesso autore ha tradotto inoltre Otello, messo in scena dal regista e attore Arturo Cirillo nel 2009. Vive a Roma.
La poesia della Cavalli è caratterizzata da una complessa tecnica poetica. Le misure metriche che utilizza sono classiche, ma il lessico e la sintassi sono quelle della lingua contemporanea; sono assenti poeticismi e manierismi, e il linguaggio è naturale e familiare.
nel poemetto La Patria, realizzato per il festival dei Due Mondi nel 2008 (e pubblicato nel 2011 per Nottetempo), Patrizia Cavalli denuncia le false e stereotipate rappresentazioni di patria a cui contrappone «quel denso concentrato di esistenza/ sorpresa dentro un tempo che ti assorbe/ in una proporzione originaria». La vera patria per lei è «un’appartenenza/ elementare, semplice, già data» che scopre incontrando persone “innocenti”, luoghi di antica memoria.

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I ragazzi della Casa del Sole

Esce in libreria il libro di poesie di Steed Gamero dedicato ai ragazzi nelle case-famiglia gamero06 Aprile 2013
Steed Gamero, poeta e fotografo peruviano, vive in Italia da 14 anni e ha tenuto mostre personali e collettive in Italia e all’estero, riscuotendo importanti consensi e sollevando un dibattito internazionale riguardo alla presenza di gruppi di minoranza nelle società occidentali. Le fotografie di Gamero sono conservate in importanti musei nazionali e internazionali, fra cui il Museo Nazionale della Shoah di Roma, il Museo Yad Vashem di Gerusalemme, il GLBT History Museum di San Francisco. Nel 2008, dopo aver ammirato alcune delle sue immagini dedicate ai popoli rom e sinti, l’europarlamentare ungherese Viktória Mohácsi definì Gamero come “il fotografo dei diritti umani”, una definizione azzeccata che lo accompagna ancora oggi. L’autore fa parte del movimento globale di poesia e diritti umani 100 Thousand Poets for Change. Nel 2012 ha vinto il Premio Speciale di Poesia “Progetto La Ragazza di Benin City”. Sta per uscire in libreria la sua opera prima di poesia, la raccolta I ragazzi della Casa del Sole (Lavinia Dickinson Editore, Genova 2013), il cui tema centrale è la vita degli adolescenti nelle comunità di accoglienza. Dalla prefazione di Roberto Malini: «Gli eroi di questo libro epico e palpitante risvegliano in sé quei poteri che possono mantenere coeso il loro io, sottraendolo alla disintegrazione repressiva e farmacologica. “Non so che cosa c’è in me… che vuole salire”, scrisse Rimbaud in una lettera a Théodore de Banville. È lo stesso spirito di ribellione e veggenza che risorge nelle giovani anime degli ospiti della Casa del Sole, paradigma di tutti gli istituti per minori con – veri o presunti – problemi familiari. È la stessa lotta per la libertà che combatte l’eroe dei canti di Walt Whitman, una battaglia condotta con le armi della dolcezza e della volontà, per sottrarsi al gorgo della frustrazione e dell’infelicità. È il conflitto che combattono i ragazzi che crescono in un mondo che vuole trasformarli da angeli in cannibali dediti al consumo sfrenato di beni materiali e virtuali: una rivoluzione a difesa del cuore, una crisi che nel meccanismo disgregante delle strutture sociali diventa estrema. E nel polverone sollevato da questo sconvolgimento civile il poeta, che non è cieco, citando un altro autore americano, William Carlos William, “vede gli occhi degli angeli”».

Presentazione in anteprima del volume a Genova, Palazzo Ducale, il 27 aprile, durante l’evento di poesia “Life is a Light”, dalle 17:30