Home > Poesia > Daniel Falb – Bancor

Daniel Falb – Bancor

Questo sarebbe il punto in cui il paesaggio si mostra come genere.
Notavamo inesattezze minime nella sequenza dei nostri passi.

Anche l’espressione delle mani non tornava più.
Questo fatto complicava e nel contempo intensificava
la linea lungo la quale ancora si muove chiunque lavori al balletto di stato.

In secondo luogo, seguendo abbastanza a lungo i tragitti compiuti ogni giorno facendo
shopping, essi diventavano ciclici in una coreografia che amavamo.
Ora i bancomat implicati offrivano elementi di una danza popolare.

Il medium dentro al quale anche con piedini deformi si riusciva a compiere grandi passi
non era però la forza di gravità, bensì il diritto dei trattati.

Avvertivamo valori in qualche punto della superficie corporea. La firma era allora quel che
l’accompagna, un ghigno. così si andava avanti.

Sulla carta articoli di maglieria elegantemente scuciti, ancora e ancora giocabili, come quel
piano di evacuazione della grande casa che l’anno prima era stata demolita.

Percepivamo intanto la nostra situazione bancaria come la resistenza corporea,
la valuta dell’iride.

******************
Daniel Falb (1977), uno tra i più interessanti ‘poeti berlinesi’contemporanei − sebbene originario di Kassel − e autore di due raccolte: die räumung dieser parks (lo sgombero di questi parchi, 2003) e BANCOR (2009), da cui e’ tratta questa poesia.
Bancor era il nome di una valuta mondiale proposta nel 1944 da John Maynard Keynes, un’unità di calcolo per le transazioni bancarie internazionali,falbBancor che non fu mai realizzata. A Falb ne è piaciuto, come egli stesso afferma, il particolare suono e per questo l’ha scelta come parola chiave della sua raccolta. Bancor e’ anche il paesaggio, fatto di caseggiati popolari, lobby, sale d’attesa e aerei, da cui muove la voce del poeta.
Falb indica con questa seconda raccolta i nodi principali della sua scrittura: i punti di intersezione tra le economie e le esistenze. I trattati tra gli stati, gli accordi finanziari mondiali e la carta dei diritti umani sono il sottotesto dei ‘corpi poetici’ di questa raccolta, ma soprattutto − ed è di questo che Falb vuole parlare − sono sottotesto a noi stessi.

Annunci
Categorie:Poesia
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: