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Archive for giugno 2013

Il denso delle cose di Vera Lùcia De Oliveira

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Categorie:Poesia

L’assassino sa di Paola Musa

Categorie:Poesia

Stefano Cucchi

Hanno l’anima della pastasciutta
chi ha fatto di te un gesù cristo,
come nutria che il camion la calpesta.
Ma quando il tiramolla di giustizia,
se sbaglia, tanto poi non paga il conto,
lascia se la filino i secondini,
le bocche aperte gridano assassini.

Guido Oldani, Tribunale della poesia
(poesia apparsa su Affari Italiani il 7 giugno)

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Guido Oldani(1947), socio onorario di Milanocosa, è nato a Melegnano (Mi) dove vive. Ha pubblicato sulle principali riviste letterarie del secondo ‘900: da Alfabeta a Paragone, da Poesia a Il Belpaese.
E’ del 1985 la sua raccolta Stilnostro (ed. CENS), introdotta da Giovanni Roboni.
Il secondo libro, Sapone (2001), è edito dalla rivista internazionale Kamen, in occasione del decimo anniversario di attività editoriale.
E’ uscito nel 2005 il suo terzo libro, La betoniera per LietoColle Editore.
E’ presente in alcune antologie, tra le quali Poesia italiana(1952-88): la via lombarda (Marcos y Marcos, 1988), Il pensiero dominante (Garzanti, 2001), Tutto l’amore che c’è (Einaudi, 2003), 80 poeti per gli 80 anni di Luciano Erba (Interlinea, 2004).
Alcuni suoi testi sono tradotti in inglese, tedesco, rumeno e ungherese.
E’ curatore delle quattro edizioni dell’Annuario di Poesia (Crocetti Editore) e ha collaborato alle pagine culturali di Tuttolibri de La Stampa e di Agorà del quotidiano Avvenire. Ha fatto parte della delegazione che ha rappresentato la poesia italiana a New York nel 2000. Collabora con il Politecnico di Milano e con la fondazione internazionale per la poesia “Il Fiore” di Firenze.
Per il teatro ha curato una riduzione della comitragedia di Carlo Porta e Tommaso Grossi: Giovanni Maria Visconti duca di Milano e la Ninetta del Verzèe, del Porta stesso.
Hanno scritto di lui, tra gli altri: Maurizio Cucchi, Luciano Erba, Enzo Fabiani, Giancarlo Majorino, Daniele Maria Pegorari, Antonio Porta, Giovanni Raboni, Angelo Romanò, Tiziano Rossi, Francesco Sberlati e Mario Spinella.ROMA - AUTOPSIA DI STEFANO CUCCHI

Imàgenes Trasmundo

Prendo in prestito il titolo di un libro di poesie, per questo post. Imàgenes Trasmundo, di Benny Nonasky. Mi è tornato in mente vedendo la ragazza in rosso, ferma davanti al getto dell’idrante, che è diventata il simbolo della rivolta in Turchia. Ci sono avvenimenti che grazie a un’immagine si imprimono con forza nei nostri ricordi. Ce ne sono altri che scivolano via dalla memoria, scalzati da nuove foto e nuovi drammi. La nostra coscienza non è abbastanza grande per contenere tutto. Abbiamo visto le statue dei tiranni cadere, le immagini rubate dai telefonini a Teheran, lo tsunami giapponese mentre cancellava un paese, i migranti stremati sulle carrette del mare, il reggiseno azzurro della manifestante egiziana picchiata dalla polizia. Siamo, o pensiamo di poter essere con i nostri occhi ovunque, nel mondo. Ma ci sono anche i drammi invisibili, quelli cancellati dalla ripetitività.

Morti in Siria. Morti in Iraq. E ci sono storie in cui raffigurare le vittime è impossibile. Io ho passato gli ultimi anni a occuparmi proprio di una tragedia invisibile, quella delle missing girls: 100 milioni di bambine che dovrebbero esserci e invece non ci sono, in gran parte in Cina e India, ma non solo. Può esserci una sproporzione enorme tra l’entità di un fenomeno e la consapevolezza che ne abbiamo. Gli assenti non si vedono per definizione. Le vittime che non trovano facilmente posto nelle nostre sovrastrutture ideologiche (giusto-sbagliato, buoni-cattivi, sfruttati-sfruttatori) sono meno visibili delle altre.

Spesso ci prende anche un ottundimento cognitivo di fronte all’enormità dei numeri. La mente umana non riesce ad afferrare 1 miliardo di persone che soffre la fame. Per questo ricordiamo Neda in Iran. Perché l’abbiamo vista, perché è una persona, non una folla.

La forza delle immagini a volte diventa essa stessa violenza, come sanno tutti i genitori che di fronte a un servizio troppo crudo armeggiano con il telecomando per proteggere i figli dalla durezza del mondo. Altre volte uno scatto diventa l’interruttore della consapevolezza, lo stimolo che ci fa venire voglia di capire e di spiegare. Tra lo shock e l’assuefazione c’è il lavoro dei reporter come Domenico Quirico, scomparso in Siria. C’è lo spazio dell’analisi. Per questo dobbiamo essere grati a chi lavora per far arrivare i nostri occhi, i nostri pensieri e (forse) le nostre azioni là dove le cose accadono. Abbiate buona cura di voi e di noi.

Dal blog:
Lost in Galapagos
di Anna Meldolesi

http://annameldolesi.wordpress.com/2013/06/03/imagenes-trasmundo/

Categorie:Poesia

Imàgenes Trasmundo

Categorie:Poesia

Erri De Luca – Istanbul

Gli scontri in Turchia nella poesia di Erri de Luca. Lo scrittore napoletano, uno dei più apprezzati, tradotti e studiati all’estero, sul suo profilo Facebook ha pubblicato dei bei versi per i ragazzi in piazza in queste ore ad Istanbul:Istanbul

La battaglia d’ Istanbul in difesa di seicento alberi,
novecento arresti, mille feriti, quattro accecati per sempre,
la battaglia d’ Istanbul
è per gli innamorati a passeggio sui viali,
per i pensionati, per i cani,
per le radici, la linfa, i nidi sui rami,
per l’ ombra d’ estate e le tovaglie stese
coi cestini e i bambini,
la battaglia d’ Istanbul è per allargare il respiro
e per la custodia del sorriso.

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LA POESIA DEI DIRITTI UMANI a Genova

LA POESIA DEI DIRITTI UMANI APRE IL 19° FESTIVAL INTERNAZIONALE DI POESIA DI GENOVA (31/05/2013) – Il movimento di poesia globale 100 Thousand Poets for Change, che promuove in tutto il mondo il rispetto dell’ambiente e dei diritti umani, è rappresentato al 19° Festival Internazionale di Poesia di Genova da quattro poeti che hanno ottenuto importanti riconoscimenti internazionali per il loro lavoro artistico e letterario e che sono anche difensori dei diritti umani, tra i fondatori del Gruppo EveryOne: Roberto Malini, Dario Picciau, Daniela Malini e Steed Gamero. Subito dopo il Festival, gli stessi autori prenderanno parte a un grande evento di poesia internazionale nel “Poetry Dream Team”, che comprende, oltre a loro, poeti noti in tutto il mondo come Michael Rothenberg, Terri Carrion, Michael McClure, Els De Groen, Kujtim Pacaku e giovani emergenti come Isoke Aikpitanyi ed Elisa Brigida. “Grazie alla fiducia che Claudio Pozzani, notevole poeta e organizzatore del Festival, ci ha accordato,” spiega Roberto Malini, “apriremo il Festival Internazionale di Poesia di Genova con le nostre letture, nelle quali interpreteremo, canteremo, esprimeremo con il linguaggio del viso e del corpo le nostre poesie per i diritti umani, sostenute dal Consiglio d’Europa, dall’UNICEF, dall’Ilga-Europe. La giornata a Palazzo Ducale, Sala del Munizioniere, il 16 giugno dalle quattro del pomeriggio, sarà dedicata a don Andrea Gallo, un caro amico, un sacerdote che ha portato nella Chiesa un nuovo spirito di solidarietà, un difensore dei diritti umani che ha lasciato un vuoto incolmabile. Il suo messaggio risuonerà ancora fra le pareti del Munizioniere, che secoli fa accoglievano armi e ora faranno da cassa armonica per le nostre poesie, che promuovono l’uguaglianza, contro omofobia, razzismo e violenza”. Il tema del pomeriggio con i quattro poeti è “Ladri di Fuoco, Trafficanti di Sogni”. Con la prima espressione, Arthur Rimbaud definì il lavoro dei poeti; con la seconda, don Andrea Gallo descrisse l’opera di chi difende i diritti delle minoranze, contro la cultura dell’odio. Roberto Malini ha scritto per l’occasione la poesia “L’amore secondo don Gallo”. Le letture saranno accompagnate dalla musica elettronica e dagli effetti virtuali di Giacomo Grasso e Fulvio Masini, mentre gli attori Marcellina Ruocco e Davide Mancini interverranno nelle performance. Durante la serata sarà proiettato il video-poema di Picciau e Malini “Makwan, lettera dal Paradiso”, cortometraggio di culto presso gli attivisti LGBT iraniani, invitato nei principali festival di cinema e diritti umani.