Archivio

Archive for agosto 2013

Manolis Anagnostakis – L’amore e’ la paura

L’amore è la paura che ci unisce agli altri.
Quando hanno soggiogato i nostri giorni e li hanno appesi come lacrime
Quando insieme a loro sono morte pietosamente deturpate
Le nostre ultime forme di sentimenti infantili
Cosa trattiene la mano che gli uomini porgono?
Sa stringere con forza là dove la ragione ci fuorvia
Quando il tempo si è fermato e il ricordo è stato sradicato
Come un’assurda affettazione al di là di ogni senso?
(E loro tornano indietro un giorno senza una ruga nel cervello
Trovano le loro mogli e i loro figli cresciuti
Vanno nei negozietti e nei caffè di quartiere
Leggono ogni mattina l’epos della quotidianità).
Moriamo forse per gli altri o perché così vinciamo la vita
O perché così sputiamo a uno a uno sui simulacri da nulla
E per un attimo nella loro mente asciutta passa un raggio di sole
Qualcosa come un pallido ricordo di una preistoria animale.
Vengono giorni in cui non sai più su cosa contare
Storie d’amore o imprese finanziarie
Non trovi specchi per gridare il tuo nome
Semplici propositi di vita garantiscono un’attualità
Tedio, nostalgie, sogni, contatti, raggiri
E se penso è perché l’abitudine è più accessibile del rimorso.

Ma chi verrà a trattenere l’impero della burrasca che scende?
Chi conterà le gocce a una a una prima che muoiano al suolo
Prima che si confondano con il fango come le voci dei poeti?
Mendicanti di un’altra vita disertori dell’Attimo
Cercano una notte inaccessibile i loro sogni putridi.
Perché il nostro silenzio è l’esitazione tra la vita e la morte.

*************************************************************************************
Manolis Anagnostakis (Salonicco, 10 marzo 1925 – Atene, 25 giugno 2005) è stato un poeta greco e un critico di primo piano dei movimenti poetici marxisti e esistenzialisti comparsi durante e dopo la guerra civile greca verso la fine degli anni Quaranta.Manolis
Anagnostakis fu un punto di riferimento per i suoi contemporanei e influenzò la generazione di poeti immediatamente successivi a lui. Le sue poesie ottennero numerosi riconoscimenti nei premi letterari nazionali greci e furono messe in musica e cantate da musicisti dell’epoca.

Annunci

Titos Patrikios – Debito

Tra tutta questa morte che è venuta e viene,
guerre, esecuzioni, processi, morte e ancora morte
malattie, fame, fatalità fatali,
amici e nemici assassinati da sicari,
stroncature sistematiche e necrologi pronti,
la vita che vivo è quasi un dono.
Un dono della sorte, se non un furto della vita altrui,
perché la pallottola a cui scampai non andò a vuoto
ma colpì l’altro corpo che si trovò al mio posto.
Così, come un dono immeritato, mi fu data la vita,
e tutto il tempo che mi resta
è come se mi fosse stato regalato dai morti
per narrare la loro storia.

***************************************************************

Nato ad Atene nel 1928 da una famiglia di artisti e passato attraverso la resistenza antitedesca (1943-45), la guerra civile greca (1945-49) e il confino nelle isole di Makrònissos e Aghios Efstratios (1951-54) che condivise con altri intellettuali e poeti comunisti (tra di essi in primis Ghiannis Ritsos, vero scopritore del suo talento lirico), Patrikios ha sempre concepito la sua poesia anzitutto come testimonianza, come rimedio all’oblio, come inesausta esortazione al ricordo dei compagni uccisi, della barbarie vissuta e mai del tutto debellata, del dolore che non solo lui […] ma tutta una generazione, un popolo, un mondo hanno patito.
Titos

Categorie:Poesia Tag:

Muhammad Al Maghut

siria

Prigionieri di ogni luogo

inviate tutto

il vostro terrore, le urla e la noia

Pescatori di ogni costa

inviate tutte

le vostre reti vuote, i vostri mal di mare

Contadini di ogni terra

inviate tutti i vostri

fiori e i brandelli consunti

di seni lacerati

e ventri aperti

e unghie strappate

al mio indirizzo, in qualsiasi bar

in qualsiasi strada del mondo

perché sto preparando un “dossier corposo”

sulle sofferenze umane

da recapitare a Dio

appena sarà sottoscritto

dalle labbra di chi ha fame

dalle ciglia di chi è in attesa

ma sventurati di ogni luogo sappiate

quel che più mi inquieta

è che Dio sia analfabeta.

Categorie:Poesia

Tu vuoi sapere – Paola Musa

Paola fotoTu vuoi sapere, tu non vuoi sapere
dove, come, quando –
l’alta definizione, la giusta informazione,
tu hai studiato il tuo secolo, tu disprezzi il tuo secolo,
tu sai che eternamente fluttua il cambio del reale,
tu sai che il trend e’ un nemico immateriale,
tu punti indice e titolo, tu sei mercato, ma tu –
tu dici
anche:
da qualche parte
avranno pur fatto gemme le parole

– con quale falce tuttavia
mieteremo la verità sui gulag,
il fumo dei forni crematori,
le strenne avvelenate dell’imperialismo
la decadenza che oscilla ma non cade
l’anarchia, la mano monca dello stato,
la libertà concessa all’assediato.

Tu credi di discernere
tu credi e dici poter scegliere –
ciò che ti serve e’ in fondo esposto
negli outlet del pensiero
ma prendi tempo,
una pausa
– da merendina Kinder.

(Tratto da “La visione della pietra”)

Categorie:Poesia Tag:, , ,

FERREIRA GULLAR: Non c’e’ posto

Per il prezzo dei fagioli
non c’è posto nella poesia. Per il prezzo
del riso
non c’è posto nella poesia.
Non c’è posto nella poesia per il gas
la luce il telefono
la sottrazione
del latte
della carne
dello zucchero
del pane.

L’impiegato pubblico
non entra nella poesia
con il suo stipendio da fame
la sua vita chiusa
in archivi.
Come non entra nella poesia
l’operaio
che smeriglia il suo giorno d’acciaio
e carbone
nelle officine buie.

– perché la poesia, signori,
è chiusa:
“non c’è posto”
Entra nella poesia solo
l’uomo senza stomaco
la donna di nuvole
la frutta senza prezzo

La poesia, signori,
non puzza
né profuma

******************************************************
Ferreira Gullar, pseudonimo di José Ribamar Ferreira, è un poeta, critico d’ arte, biografo, traduttore e saggista brasiliano nonché uno dei fondatori del Neoconcretismo.
Gullar nacque a Sao Luis il 10 settembre del 1930 ed era uno degli undici figli della coppia Ferreira e Alzira Ribeiro Goulart.ferreira-gullar
Lo scrittore e giornalista Mauricio Vaitsman affermava che Ferreira, a lato di Bandeira Tribuzi, Luci Teixeira, Lago Burnet, José Bento, José Sarney e altri scrittori, ha militato nel movimento letterario diffuso tramite la rivista che lanciarono i Post-modernisti nel Maranhao: A Ilha, della quale fu uno dei fondatori.
Il poeta, vivendo a Rio de Janeiro, partecipò, inoltre, al movimento della poesia concreta. Gullar è stato sempre un poeta innovatore, lo dimostrava il fatto che utilizzava dei sistemi non convenzionali di diffusione della propria poesia: pezzi di legno,registrazioni, ecc.
Nel 1950, presentando un poema intitolato O Galo, vinse il concorso di poesia promosso dal Jornal de Letras.
Nel 1956, partecipò all’esposizione concretista, considerata l’evento che ha inaugurato il periodo della poesia concreta.
Nel 1959, Ferreira abbandonò la corrente e, insieme a Lígia Clark e Hélio Oiticica, fondò il Neoconcretismo, movimento che valorizzava l’espressione e la soggettività in opposizione al concretismo ortodosso.
Agli inizi degli anni ’60, Gullar si allontanò anche da questo gruppo giustificandosi con il fatto che il movimento avrebbe portato all’abbandono del vincolo tra la parola e la poesia, passando a produrre una poesia politica ed evolvendosi con i Centros Populares de Cultura (CPCs)
Tutta la società è, per definizione, conservatrice una volta che, senza principi e valori stabiliti, sarebbe impossibile la convivenza sociale. Una comunità i cui principi e norme mutassero ogni giorno sarebbe caotica e, per questo, impraticabile. Ferreira Gullar.
Ferreira è anche considerato una punta di diamante del teatro moderno brasiliano: nel 1966, grazie a Se Correr o Bicho Pega, se Ficar o Bicho Come, ebbe – tra i vari riconoscimenti – il premio Moliere e il premio Saci.
Nel 2001 fu indicato come candidato al Premio Nobel per la Letteratura da nove professori degli USA, del Brasile e del Portogallo .
Nel 2007, il suo libro Resmungos vinse il Premio Jabuti come migliore novella dell’anno. Il testo, edito dalla Imprensa Oficial do Estado de São Paulo, riuniva cronache di Gullar pubblicate sulla Folha de S. Paulo nel 2005.
Gullar, inoltre, fu considerato uno dei 100 brasiliani più influenti dalla Revista Epoca del 2009.
Nel 2010 vinse il Prêmio Camões.
Il 15 ottobre del 2010, ricevette il titolo di Doutor Honoris Causa, nella Faculdade de Letras della UFRJ.
La città di Emperatriz, nel Maranhao, costruì ed intitolò un teatro a Ferreira Gullar.
Il 20 ottobre del 2011,ottenne il Premio Jabuti per il libro di poesie Em Alguma Parte Alguma, dichiarato, più tardi, libro dell’anno.