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Muhammad Al Maghut

siria

Prigionieri di ogni luogo

inviate tutto

il vostro terrore, le urla e la noia

Pescatori di ogni costa

inviate tutte

le vostre reti vuote, i vostri mal di mare

Contadini di ogni terra

inviate tutti i vostri

fiori e i brandelli consunti

di seni lacerati

e ventri aperti

e unghie strappate

al mio indirizzo, in qualsiasi bar

in qualsiasi strada del mondo

perché sto preparando un “dossier corposo”

sulle sofferenze umane

da recapitare a Dio

appena sarà sottoscritto

dalle labbra di chi ha fame

dalle ciglia di chi è in attesa

ma sventurati di ogni luogo sappiate

quel che più mi inquieta

è che Dio sia analfabeta.

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Categorie:Poesia
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