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Antologia per il cambiamento: Valeria Raimondi, Riccardo Raimondo, Ottavio Rossani, Francesco Sassetto, Adriana Scanferla

REPRIMERE, CARICARE, CONFONDERE!
ORDINE, POLIZIA, SICUREZZA!

(Valeria Raimondi)

Perché ai suoi funerali la democrazia non viene invitata!
Perché i buoni e i cattivi furono divisi, schedati,
se non che i cattivi erano i buoni di prima
se non che qualcuno masticava preghiere,
qualcuno fuggiva laggiù verso il mare.
Qualche altro pisciava su quei marciapiedi,
non credeva ai suoi occhi, a quel fumo
ai calzoni e magliette bruciate, ai bastoni,
non credeva al sangue di lì a poco versato.
Scendevano lacrime inaspettate dagli occhi
quando si vide rinascer la Bestia
con il nome di sempre: POTERE.
Il potere che mangia la vita,
fioritura di sangue, carnivora bestia.
Così anche un ragazzo sbocciò
come un fiore, un acerbo diamante,
sbocciò come fosse stagione.
Il telegiornale alle 3 registrava ora solo
unʼimpronta, lʼombra scura del sole.
Della folla il riso si spense in moviola
e scesero oscure sporche parole.
Una madre distraeva il bambino eccitato
che osservava quella festa un poʼ strana:
– Cosʼè tutto quel fumo e perché quelle urla
non mi sembrano, mamma, canzoni…
Ci si prese tra le mani la testa.
– Non è vero, non può essere vero!
Fu spezzato un bel sogno
e sprecata una grande occasione.
Il silenzio di colpo calò,
come sempre restarono colpe
e nessuno che avrebbe pagato.
Si passò nuovamente dalla parte del torto,
si tornò a coltivare il proprio giardino
seppellendoci dentro sogni, ossa e badili.
E davvero quella volta fu chiaro
che niente, più niente
sarebbe stato mai più come prima.

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Valeria Raimondi (Brescia) contribuisce alla costituzione nel 2010 del Movimento Dal Sottosuolo di Montichiari. Promuove letture poetiche, microfoni aperti, poesia a strappo. Collabora con blog e siti letterari, realizza progetti artistici che hanno come soggetto lʼassociazionismo femminile, lʼintercultura, i diritti e lʼambiente. Nel 2011 la prima silloge poetica IO NO (ex-io) (Thauma Edizioni). Nel maggio 2013 presenta SCONFINA(te)MENTI FESTIVAL ARTISTICO INTERNAZIONALISTA (iniziativa 100 thousand poets for change).

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GEO-TELE-VISIONI
(Riccardo Raimondo)

Verità di verità, tutto è verità
in mondovisione in democratico spi
rito di discussione, dʼAnnunciazione, di
reputazione, di rappresentazione,
di sottomissione
– scorgo grammatiche anche nel caos
E cosʼè il tempo, cosʼè lo spazio?
Geografie del potere pazzo,
giochi di plastilina, teoremi ad hoc,
esercizi di stile, jet set
per i demòni dellʼaria:
New York è sempre boom!,
Israele poverinigliebreipoverini!
Milano sempre dabere, lʼexpo si sorseggia
già fra i bicchieri dellʼhappy hour.
E i cavalieri delle nuove logge
importano le nuovissime armi ideologiche,
ateismi, taoismi, cineserie selvagge,
e a ben vedere… oltre Damasco che cʼè?
O meglio: cosʼè rimasto del Sole?
Mi dicono draghi, filosofi cannibali,
che speculano il vuoto e le sue vertigini.
E il senso cosʼè allora? Cosʼè la forma?
…oggi che la vita ha sostanza astratta, codicale,
s-ostentamento equazionale
– bot, bond, spread, plus!
Oggi che la Parola è stilistica, invenzione pubblicitaria
– special offer, gratis, packet,
business, smart, mission, target!
E la Storia è sempre più libera, liberale, libertaria,
(solo) apparentemente controcorrente…
mentre i novissimi giornalistici talenti
confondono le acque, le vite,
e le modernissime nervose scritture
– iper-moderne, a-narrative,
generazionali, emozionali!
impastano le menti, i sentimenti… oggi,
oggi che la tecnica è trappola per gli angeli,
il demonio ha natura numerica,
sulle macerie delle postmetropoli
– ciò che resta dellʼuomomangiauomo:
la nuova giungla real-cibernetica.
Io, dal mio canto, resto sempre appollaiato
come un falco stanco a sgranchire il becco
su questo scoglio universale
sullʼisola di sempre, sostanzialmente
isola continentale.
E mentre Catania è uno smeraldo di fuoco
sotto la cenere che lo ricopre,
aggiungo solco al solco,
attizzo la fiamma, affilo la voce,
curo il mio campo
– temo la notte che si propaga
laggiù dovʼè più densa la falcidia
e resta solo la conoscenza
per ardore o il buio

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Riccardo Raimondo, classe ʻ87. Poeta, narratore e critico, vive, studia e lavora a Parigi. Si occupa di Letterature Comparate, Teoria della letteratura e Francesistica. Dal 2011 è accademico corrispondente presso lʼAccademia degli Incolti di Roma. Collabora con riviste, web-magazine e blog per critica dʼarte, letteraria e di costume. In poesia ha pubblicato: Lo Sfasciacarrozze (A&B, 2009), Il potere dei giocattoli (Sentieri Meridiani, 2012), Teoria del pirata (Samuele Editore, 2013, prefazione di Giorgio Bàrberi Squarotti).

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LETTERA D’AMORE ALL’ITALIA
(Ottavio Rossani)

Quanto sei ancora giovane e bella,
mia Italia, donna turrita e imbronciata,
occhi glauchi e capelli corvini,
mio spasimo e mia gioia.
Se ti penso da Bruttezza violata,
ardisco dʼamore e ardo dʼira,
passerei di spada lo Stupratore,
e resto qui a lenire le tue ferite
con le mie parole di mirra.
Un giorno lontano avesti
altri innamorati folli di passione,
Tommaseo, Foscolo, Leopardi, Manzoni,
miei grandi maestri e amici,
che ancora mi danno forza e coraggio.
Io ti amo, donna, madre e amante,
e tu vivi in me elegante e dolce.
Vorrei proteggerti dagli avventurieri
che fanno scempio delle tue grazie.
Venite, amici, venite a raccolta,
fratelli dai quattro punti cardinali,
venite, facciamo scudo con la ragione,
rivestiamola con il mantello tricolore,
smascheriamo tutti i denigratori,
i traditori e i disgregatori.
Tornerai un dì forte e sana, mia Italia,
ai tuoi diletti dispenserai Bellezza,
e di fierezza ammanterai i tuoi figli,
tu, irrinunciabile mia Italia,
una, unica, bella e inimitabile.

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(Poesia Letta a Recanati il 17 marzo 2011 per il 150° anniversario dellʼUnità dʼItalia).
Ottavio Rossani (1944), vive a Milano. Poeta, scrittore, pittore e ogni tanto regista teatrale. Come giornalista – 40 anni al Corriere della Sera – ha viaggiato in diversi continenti; ha incontrato potenti e umili negli ambiti della cultura, della
politica, della cronaca. Ha scritto saggi storico/ letterari e racconti. Cinque i libri di poesia: Le deformazioni (1976), Falsi confini (1989), Teatrino delle scomparse (1992), Il fulmine nel tuo giardino (1994), Lʼignota battaglia (2005)
e Riti di seduzione (2013). Molte le plaquette di poesie, corredate da suoi disegni. Una sua pièce, Se mi vengono i brividi, è stata rappresentata a Buenos Aires, con la sua regia.

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STEFANIA
(Francesco Sassetto)

Non avevi capito, Stefania, quanto ti amava,
davvero non lʼavevi capito.
Tutto il giorno al lavoro per te, per far bella
la casa e i vestiti eleganti e quel diamante,
un carato di purezza assoluta come i tuoi occhi.
Una luce accesa per sempre.
Tornava disfatto la sera, Matteo ti dava tutto
e tu, tu le tue fughe improvvise, quella tua distrazione,
i tuoi pensieri che migravano altrove, chissà dove,
lo sentiva e non capiva perché.
Un altro uomo, certo, unʼombra oscena e nascosta,
un tormento, un ansimo, un chiodo piantato in testa.
Questo tu, la sua Stefi, il suo grande amore.
E poi il primo schiaffo, il secondo, quasi ogni giorno,
e tu che piangevi e non ammettevi, tu lo deridevi,
ingrata e puttana urlava sconvolto e bestiale.
Poi si calmava.
Poi furono i pugni, più volte, ogni volta più forti,
decisi, da far sanguinare le labbra, le corse
allʼospedale di notte, qualche lacerazione, roba
da poco che va via in due settimane.
E non hai voluto firmare il verbale della polizia.
Eʼ nervoso, è stanco, troppo lavoro, Matteo è buono,
gli serve riposo, tre giorni di ferie nella casa
in collina, tu e lui nella pace del verde e smetterà,
capirà lʼassurdità di quel chiodo,
tornerà a sorriderti dolce di nuovo.
Tu e lui soli nella casa in collina, nel risvolto
del barbour una Beretta, tu lʼavevi già vista,
è naturale, per la sua sicurezza e poi non sapeva
nemmeno sparare, ti aveva detto ridendo,
la teneva così, non si può mai sapere.
E quella sera, in cucina, è quasi pronta la cena,
la Beretta in mano, stretta, diritta ai tuoi occhi,
un fuoco improvviso, una volta, due volte,
un terzo boato, i tuoi occhi sbarrati, il terrore,
un grido, il tuo sangue dappertutto.
E un sudario rosso gettato a terra.
Poi sul giornale, a pagina piena, la meraviglia,
il dolore di amici e parenti, le testimonianze,
le dichiarazioni, il pianto unanime dopo il massacro
senza alcuna ragione.
Senza spiegazione.
Due foto a colori, le foto del prima e del dopo e
un poliziotto che stende il verbale, le stesse parole.
Non lʼavevi davvero capito, Stefania,
il suo grande amore.
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************************************************************Francesco Sassetto (1961) risiede a Venezia. Si è laureato con una tesi sul commento trecentesco di Francesco da Buti alla Commedia dantesca. Eʼ dottore di ricerca in Filologia e Tecniche dellʼInterpretazione e insegna a Preganziol (Treviso). I suoi componimenti in lingua e in dialetto veneziano hanno ricevuto premi. Ha pubblicato Da solo e in silenzio (Montedit, 2004), Ad un casello impreciso (Valentina Editrice, 2010), Background (Dot.com Press-Le Voci della Luna, 2012).

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BRONX
(Adriana Scanferla)

Serata autunnale in flusso
di scroscio sulla city
pozzanghere e ombrelli.
Smisuratamente grandi
queste ignote piazze
spazzate dalla pioggia
un senso di inquietudine
disorienta e affanna.
In metrò nel caldo riparo
la vettura invasa da ululanti spiritati
dissidenti alla vita, dissociati da sé stessi,
il viso tenuto insieme con spille e piercing
lʼorecchio appeso allʼauricolare.
Una nera enorme
spingendo una carrozzina
sale e lamenta:
– Mi ha buttato il fumo in faccia! –
Viso – spillato dice – Avete caldo vero? –
e ridacchiando abbassa a fessura il finestrino
allungandosi addosso a due sudamericane
sguardo mite da indios e un riservato sorriso
quasi a discolparsi per lʼesistenza straniera
strappata alla loro terra.
Giovani vite così inaridite
nel corpo e nel cervello fumato.
Mi chiedi – Questo nel Bronx? –
No – dico – era Milano.

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Adriana Scanferla è nata a Venezia nel 1949 e risiede in provincia di Varese, dove collabora con istituzioni e associazionismo nellʼimpegno civile di denuncia della violazione dei diritti umani di donne e bambini nel mondo. Crede che il web possa contribuire alla diffusione della cultura e della democrazia tra i popoli. Le sue poesiesono state pubblicate in numerose antologie in Italia e sul web tradotte in inglese dalla poetessa californiana Ute M. Saine.100 Thousand

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