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Antologia per il cambiamento: Jamshid Shahpouri, Christian Sinicco, Angelo Tonelli, Caterina Trombetti e Claudia Zironi

IL FUTURO ERA OGGI
(Jamshid Shahpouri)

Mia madre accanto a mio padre,
retto e spavaldo lui,
giovane e bella lei
dagli occhi grandi e speranzosi
seduta sulla sedia sotto il braccio del suo uomo
per i tempi che verranno:
il futuro.
Un lembo di mano che sfiora
la guancia della ragazza che amerà
e che sposerà.
Una foto a solo busto in bianco e nero.
La tua mano, babbo!
Le tue mani,
le vostre mani
che lavoreranno
e ci insegneranno a nascere e crescere,
a crescere e capire
a capire e amare.
Ci insegneranno il bene
per scinderlo dal male
per scindere e scegliere
lʼagognata dignità la cui linfa
sarebbe poi stato il sudore
del nostro lavoro,
quello delle mie mani,
delle nostre mani.
Ci insegneranno i versi dei vostri poeti:
“ Datti al lavoro,
non ti demandar di che,
chʼeterno capitale è! ”
Ahimè! Ahimè!
Amori miei!
Perdonatemi!
Ché le mie mani non avrebbero
nel futuro,
il futuro era oggi,
lavorato!

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Jamshid Shahpouri, poeta iraniano, vive in Italia da diversi anni; ha tradotto (inediti) dallʼitaliano al persiano poesie di Alda Merini, Dino Campana e Domenico Ingenito e dal persiano allʼitaliano opere di narrativa di Mostafa Mastur, Mahshid Amirshahi, Samad Behrangi e poesie di Ahmad Shamloo, Forough Farrokhzad, Sohrab Sepehri,Abolghasem Irani.

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14 FEBBRAIO 2005
(Christian Sinicco)

Il passato trasformato in bianco, e poco più in là
lʼamore, le ultime sbiadite parole e la repubblica
dei bambini di Beirut, i disegni nella disperazione
di quale guerra? Sul divano, dimenticata lʼidentità,
ritrovarsi e con i guanti ancora trascinare brandelli
nella notte; dopo, qualcuno parlerà… Ma la madre grida e,
poi, dice che sono lettere i fiori e in fotografia i paesaggi:
lì vedi un Golan e le mani di sposa che lo impugnano,
ma guarda le sue mani, sono cerchi che impugnano
altre mani – gli occhi a questa collina non li vedi
lavorare la pelle olivastra, ancora a quelle linee
ondulate del viso, poiché già si incontrano come gli anni
portati via, come se gli anni portassero via, ma non più lì,
più vicini, tornando a casa, distanti quanto grandi lampioni,
numeri muti tanto lontani quanto calcolati… Solo
potendo illuminare i crocevia vuoti, ridare vita da Ber Sheva
al deserto e sui camion scavare gialli ritorni
nei tragitti, i silenzi, le bandiere, la felicità
e i traccianti nellʼaria sarebbero questa scintilla ingenua.

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Christian Sinicco (1975) si occupa di poesia su Metabolgia (http://metabolgia.wordpress.com/) e Mare del Poema (http://christiansinicco.wordpress. com/), dove ospita testi, saggi, interviste e riflessioni. Eʼ stato caporedattore di Fucine Mute Webmagazine e ha collaborato ad Absolute Poetry, Land e Village, il blog di Libri Scheiwiller. Collabora con la rivista
di esplorazione, Argo. Nel 1999 fonda, insieme ad altri poeti, lʼAssociazione Gli Ammutinati (http:// ammutinati.wordpress.com/). Attualmente si occupa della segreteria artistica di Trieste Poesia. Ha vinto il “Trieste International Poetry Slam” e con altri coraggiosi ha traghettato in Italia il Drama Slam (http://www.dramaslam.eu/). Nel 2005
pubblica passando per New York (LietoColle). Eʼ stato tradotto in 8 lingue.

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UNA MATTINA MI SON SVEGLIATO
(Angelo Tonelli)

Mi sono svegliato partigiano della pólis e della luce
ma luce è morta negli occhi del popolo
non più popolo ma óchlos inebetito a suon di spot
dai nuovi sofisti doppiopetto e doppioportafogli
e doppialingua, macellatori
di resistenze e costituzioni spirituali e civiche
sane e robuste della bella Italia
fondata su lavoro e uguaglianza
di fronte alla legge umana e transumana,
della bella Italia profanata
al cuore dalla disonestà fatta sistema
di comando, da invasori del Parlamento degradato
a scranno di mercato e collusione
tra plutocrati in fuga dalla Moira
e vacche votate a pascolare
in greggi mercenari, mercatura
di anime e suffragi. Ho trovato
partigiano della luce e di sophía
lʼinvasore insediato negli altari sconsacrati
di una democrazia svuotata
di démos e di krátos, solo nome
privo di consistenza. Proclamo
la nuova resistenza allʼarroganza
costitutiva e anticostituzionale
dei politici ammorbati dalla peste
dei tre veleni: ignoranza avidità violenza
nuovi unni visigoti ostrogoti
ubriachi di hýbris, banchettanti
la dignità di un popolo ridotto
a fiumana di zombies dello spirito
O partigiano portami via
portami via, porta via la mia anima dal fango
dellʼignoranza che uccide, portami nella luce
partigiano della luce e di sophía
nella pólis rigenerata da sapienza
generosità compassione non violenza
E se io muoio da partigiano…
non cʼè morte per i partigiani della luce
che si fa costituzione civile di giustizia
e slancio di utopia generatrice
di rinascita e rivolta senza guerra
alla violenza contro la costituzione
di base della natura illuminata
degli umani, fondamento
di una civiltà rigenerata
e se io muoio da partigiano
tu mi devi seppellir
e seppellire lassù in montagna
sotto lʼombra di un bel fior
e tutte le genti che passeranno allʼombra
del bel fiore-illuminazione degli spiriti
ricorderanno la guerra combattuta
nelle montagne del pensiero e degli stati
di coscienza dal partigiano della luce
che sola può sconfiggere le tenebre
delle menti e delle azioni ottenebrate
dei politici attossicati
da storia e da potere, da troppo umani
sordidi psichismi machiavellici
che trascinano alla morte della civitas
e questo è il fiore del partigiano
morto per la libertà
mai morto, il partigiano della luce-libertà
che si traduce in azioni risplendenti
che seppelliscono i veleni della mente
in luce che si irradia sui viventi:
a esso si accostino le genti
dellʼItalia bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
mai morto il fiore dellʼintuire, noûs civile
di chi spera lʼinsperabile, e risveglia
il partigiano della luce che ora dorme
dentro tutti, popoli e potenti
impotenti. Mi son svegliato
nellʼaurora dello spirito, era sparito
lʼinvasor.

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Angelo Tonelli, poeta, regista teatrale, è tra i massimi grecisti viventi. Ha pubblicato Sulle tracce della Sapienza (Moretti e Vitali editore, 2009); il primo di sette volumi Senofane, Parmenide Zenone, Melisso di Le parole dei Sapienti (Feltrinelli); Sperare lʼinsperabile. Per una democrazia sapienziale (Armando, 2010); lʼedizione Bompiani con testo greco a fronte di Tutta la tragedia greca (già pubblicato con Marsilio, 2011); Le lamine dʼoro orfiche (Tallone editore, 2012).

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CORALE
(Caterina Trombetti)

Con ali nere sorvoli la terra,
mentre piangiamo i morti che verranno.
Ancora bambini dagli occhi grandi
non vedranno terre di pace,
non sapranno come sfiocca lento
lo sbocciare di un fiore.
Solo il rumore cupo
di unʼarma che deflagra,
solo il rumore cupo
che accompagna il gioco,
il sonno,
il giorno.
Non sappiamo più gridare lʼorrore,
noi madri dagli occhi impietriti
negli occhi di un figlio morente.
Ed è unico il grido,
il dolore infinito di Eva
che stringe a sé il freddo Abele,
lo schianto del cuore di Niobe
e Medea,
e tutte le madri senza più nome.

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Caterina Trombetti è nata a Firenze, dove vive. Insegnante pedagogista. Ha pubblicato Il pescenero (Lalli, 1990). Con prefazione di Mario Luzi Lʼobliqua magia del tempo (Polistampa, 1996); Fiori sulla muraglia (Passigli, 2000) ristampa in
spagnolo (Florence Art, 2012); Dentro al fuoco (Passigli, 2004); Poesie per Algeri (Florence Art,2013) con testi in arabo e francese. Invitata nel 2005 alla Biennale di Venezia La notte dei poeti. Invitata dallʼIstituto di Lingua e Cultura Italiana
di Mosca nel 2005 e nel 2006 dallʼIstituto di Algeri.

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AI RAPPRESENTANTI DEL POPOLO
(Claudia Zironi)

Avete sparso i petali,
arso i gambi, poi le spine.
Anche il profumo. E guardiamo ora
levarsi dal braciere le volute di fumo.
Il calore: grumo di sole, corrente dispersa
sotto lʼala del gabbiano, tizzone
gelido del nord, lastra aggrappata
lucida, alle pendici del vulcano. Guardiamo!
le statue di sale che avete lasciato.
Erinni tra rovi anneriti.

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Claudia Zironi è nata a Bologna, dove vive, il 26 marzo 1964. Ha pubblicato un libro di poesie, Il tempo dellʼesistenza, con Marco Saya Edizioni nel 2012, ed è presente su alcuni siti Internet e antologie, fra cui Il ricatto del pane ed. CFR 2012. Eʼ fondatrice, attiva nella direzione e nella redazione, della fanzine on line rivolta ai lettoriVersante Ripido, per la diffusione della buona poesia. Fa parte del Gruppo poetico 77 condotto da Alessandro DallʼOlio.100 Thousand

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  1. settembre 28, 2013 alle 5:41 am

    Stamattina mi sono alzato stanco, Ho dormito poco, Ieri ho avuto la notizia della morte di un mio caro amico. Di malavoglia mi sono accostato al computer. Ho letto. C’è stata una ventata di serenità. Ecco cosa può fare la poesia. Non mi dilungo, tutto il resto è di più.

    • settembre 28, 2013 alle 8:57 am

      Tutta l’arte, scriveva Thomas Mann, e’ una forma di consolazione. Io aggiungerei: “attiva”.

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