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Wole Soyinka – Migrazioni

Ci sarà il sole? O la piog­gia ? O nevischio?

madido come il sor­riso postic­cio del doganiere?

Dove mi vomi­terà l’ultimo tunnel

Anfi­bio ? Nes­suno sa il mio nome.

Tante mani atten­dono la prima

rimessa, a casa. Ci sarà?

Il domani viene e va, giorni da relitti di spiaggia.

Forse mi indos­se­rai alghe cucite

su falsi di sti­li­sti , con mar­che invisibili:

fab­bri­che in nero. O sou­ve­nir sgar­gianti, distanti

ma che ci legano, manu­fatti migranti, rolex

con­traf­fatti, l’uno con l’altro, su marciapiedi

senza volto. I tap­peti invo­gliano ma

nes­suna scritta dice: BENVENUTI.

Con­chi­glie di ciprea, coralli, sco­gliere di gesso.

Tutti una cosa sola al mar­gine degli elementi.

Ban­chi di sab­bia seguono i miei passi. Ban­chi di sabbia

di deserto, di sin­doni incise dal fondo marino,

poi­ché alcuni se ne sono andati così, prima di ricevere

una rispo­sta – Ci sarà il sole?

O la piog­gia ? Siamo appro­dati alla baia dei sogni.

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Wole Soyinka, pseudonimo di Akinwande Oluwole Soyinka (Abeokuta, 13 luglio 1934), è un drammaturgo, poeta, scrittore e saggista nigeriano, considerato uno dei più importanti esponenti della letteratura dell’Africa sub-sahariana, nonché il maggiore drammaturgo africano. Nel 1986 è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura.
Ha compiuto gli studi universitari a Ibadan e a Leeds, in Inghilterra, dove ha conseguito il Ph.D. nel 1973. Dopo due anni al Royal Court Theatre di Londra come drammaturgo, nel 1960 è rientrato in Nigeria, dove ha iniziato ad insegnare letteratura e teatro in diverse università e ha fondato il gruppo teatrale “Le maschere 1960”. Nel 1964 ha creato la compagnia “Teatro Orisun” con la quale ha messo in scena anche le proprie opere. Nel 1965 ha pubblicato il primo romanzo, scritto in inglese, Gli interpreti.
Nel corso della guerra civile nigeriana, viene incarcerato dal 1967 al 1969 per un articolo in cui chiedeva un cessate il fuoco. La sua esperienza in cella di isolamento è narrata in L’uomo è morto.
Ancor più che per la narrativa e la saggistica, Wole Soyinka si è affermato in Africa e in Occidente attraverso il teatro e la poesia. In particolare, è noto per aver rivalutato il teatro della tradizione nigeriana e la “folk opera Yoruba”. Ha scritto oltre venti drammi e commedie e ha adattato in un contesto africano Le Baccanti di Euripide, L’opera da tre soldi di Brecht, I negri di Genet. Fra i suoi lavori teatrali figurano: Il leone e la perla, Pazzi e specialisti, La morte e il cavaliere del Re, Danza della foresta, La strada, Il raccolto di Kongi. Fra le sue raccolte poetiche: Idanre and Other Poems; A Shuttle in the Crypt; Ogun Abibiman (it. 1992); Mandela’s Earth and Other Poems.
Ha insegnato in numerose università, fra cui Yale, Cornell, Harvard, Sheffield e Cambridge, ed è membro delle più prestigiose associazioni letterarie internazionali. Ha ricevuto diversi riconoscimenti in tutto il mondo e il premio Nobel per la letteratura nel 1986.
Perseguitato e condannato a morte dal dittatore nigeriano Sani Abacha, Soyinka vive ora negli Stati Uniti.
Questa sua poe­sia ine­dita è tratta da “Il Sole 24 Ore”/Festival di Lagos

Soyinka,_Wole_(1934)

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