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Antonella Anedda – L’aria e’ piena di grida

Pensi davvero che basti non avere colpe per non essere puniti,
ma tu hai colpe.
L’aria è piena di grida. Sono attaccate ai muri,
basta sfregare leggermente.
Dai mattoni salgono respiri, brandelli di parole.
Ferri di cavalli morti circondano immagini di battaglie
Le trattengono prima che vadano in un futuro senza cornici.

Cosa ci rende tanto crudeli gli uni con gli altri?
Cosa rende alcuni più crudeli di altri?
Le crudeltà subite e poi inghiottite fino a formare una guaina
con aculei sul corpo ferito?
O semplicemente siamo predestinati al male,
e la vita è solo fatta di tregue dove sostiamo
per non odiare e non colpire?

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Anedda
Antonella Anedda (Anedda-Angioy), è nata a Roma da una famiglia sardo-corsa. Si è laureata in storia dell’arte. Attualmente vive tra la Sardegna e Roma dove lavora part-time a scuola.
Sillogi poetiche c: «Residenze invernali» (Crocetti Editore, Milano, 1992), «Notti di pace occidentale» (Donzelli editore, Roma, 1999) – che si è aggiudicata nel 2000 il “Premio Montale” – e «Il catalogo della gioia» (Donzelli editore, Roma, 2003), “La vita dei dettagli. Scomporre quadri, immaginare mondi” (Donzelli Editore, Roma 2009) e “Salva con nome” (Mondadori Editore, Milano 2012).
Il resto della sua produzione è costituito non solo dal volume di traduzioni e variazioni «Nomi distanti» (Edizioni Empirìa, Roma, 1998), ma anche da tre raccolte di saggi o prose liriche: «Cosa sono gli anni» (Fazi Editore, Roma, 1997), «La luce delle cose. Immagini e parole nella notte» (Feltrinelli, Milano, 2000). «Tre stazioni» (LietoColle, Faloppio, 2003). “Dal balcone del corpo” (Mondadori, 2007), “La vita dei dettagli. Scomporre quadri, immaginare mondi”(Donzelli Editore, Roma 2009), “Salva con nome” (Mondadori Editore, Milano 2012)
Ha collaborato alle riviste «Poesia» (Crocetti Editore) e «Nuovi Argomenti» (Mondadori).
La sua prima raccolta di poesie, Residenze invernali (Crocetti, 1992) l’ha subito imposta come una delle presenze più importanti della nuova poesia italiana. “Il richiamo alla posizione di Celan, alla sua idea di respiro, e alla sua scrittura intesa come colloquio con i sommersi” è stato individuato come un elemento centrale di questa poesia che si impone per la sua essenzialità e la sua precisione.

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  1. gennaio 9, 2014 alle 3:45 pm

    potreste mettere nella home i nomi della redazione? se ci sono scusate, ma non riesco a vederli, grazie.

    • gennaio 9, 2014 alle 6:14 pm

      Ciao Annamaria,
      mi chiamo Paola Musa e sono l’unica redattrice del blog.

    • gennaio 9, 2014 alle 6:18 pm

      Ciao Annamaria, benvenuta.
      L’unica redattrice e curatrice del blog sono io, mi chiamo Paola Musa.
      Un caro saluto.

  2. gennaio 9, 2014 alle 6:31 pm

    bene, Paola. Grazie e auguri per il tuo lavoro.

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