Home > Poesia > La Vittoria – Juan Gelman

La Vittoria – Juan Gelman

In un libro di versi schizzato
dall’amore, dalla tristezza, dal mondo,
i miei figli hanno disegnato signore gialle,
elefanti che avanzano sopra ombrelli rossi,
uccelli trattenuti sul bordo di una pagina,
hanno invaso la morte,
il grande cammello azzurro riposa sulla parola cenere,
una guancia scivola sopra la solitudine delle mie ossa,
il candore vince sul disordine della notte.

*********************************************************************
*********************************************************************
E’ di poche ore fa la notizia della morte di Juan Gelman, poeta argentino. Vissuto a lungo in esilio durante gli anni della dittatura militare, e’ stato insignito nel 2007 del Premio Cervantes, il riconoscimento di maggior prestigio per autori di lingua spagnola.
Oltre al Premio Cervantes gli sono stati conferiti il Premio Nacional de Poesia in Argentina nel 1997, il Premio Juan Rulfo nel 2000, nel 2004 il Premio Iberoamericano de Poesìa Ramon Lòpez Velarde, nel 2005 i premi Pablo Neruda e il Reina Sofìa de Poesìa.
Nato a Buenos Aires, figlio di emigranti ebrei ucraiani, Gelman abbandonò presto gli studi universitari per dedicarsi completamente alla scrittura. Figura di spicco tra gli intellettuali della sinistra argentina, ex militante “montonero”, nel 1975 fu costretto ad abbandonare il paese rifugiandosi inizialmente a Roma. Un anno dopo, i militari della giunta argentina sequestrano suo figlio Marcelo Ariel, di venti anni, e la giovane moglie incinta, Maria Claudia Irureta Goyena, diciannovenne, che saranno assassinati in prigionia, mentre loro figlia nascerà in un campo di detenzione per poi svanire nel nulla. La bambina, che si scoprirà essere stata data in adozione a una famiglia di Montevideo, sarà ritrovata solo nel gennaio del 1990 dopo una lunga e disperata ricerca da parte di Gelman. Nei suoi oltre 10 anni di esilio, Gelman vivrà un’esistenza errabonda, spostandosi tra Roma, Madrid, Managua, Parigi, New York e il Messico e lavorando come traduttore per l’Unesco.
Gabriel Garcia Màrquez, Augusto Roa Bastos, Juan Carlos Onetti, Alberto Moravia, Mario Vargas Llosa, Eduardo Galeano, Octavio Paz e molti altri scrittori si attiveranno affinché la sua condizione di perseguitato politico abbia termine, riuscendo a risolvere la situazione soltanto nel 1988 quando Gelman avrà finalmente il permesso di rientrare in Argentina. Il poeta sceglierà comunque di non tornare e si trasferirà definitivamente a vivere in Messico, paese della moglie, dove risiede attualmente.
Lo salutiamo con questa splendida poesia, sulla vittoria della vita che “sporca” i suoi versi, dando loro un’animo fanciullo.Gelman

Annunci
  1. gennaio 17, 2014 alle 9:13 am

    L’ha ribloggato su Bugiardino Poetico.

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: