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Archive for luglio 2014

MAHMOUD DARWISH

Il nemico che prende il tè nella nostra capanna
ha una giumenta nel fumo e una figlia
con sopracciglia folte, occhi nocciola
e, sulle spalle, una chioma lunga
come una notte di canzoni. La sua immagine
non lo lascia tutte le volte
che viene da noi a chiedere il tè,
ma non ci dice cosa fa lei di sera, né parla
di una giumenta abbandonata
dalle canzoni in cima alla collina…
Nella nostra capanna, il nemico si riposa dal fucile.
Lo abbandona sulla sedia di mio nonno
e si nutre del nostro pane come fa l’ospite.
Sonnecchia un po’ sulla sedia di vimini.
Carezza la nostra gatta
e ci dice sempre:
non biasimate la vittima.
Chiediamo: e chi è?
Lui risponde: è sangue che la notte non asciuga.

(Da: Perché hai lasciato il cavallo alla sua solitudine?)
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Mahmud Darwish è nato a Birwa, un villaggio della Galilea, in Palestina, dove trascorre l’infanzia fino al 1948, quando la famiglia è costretta a riparare in Libano. Dal 1996, dopo ventisei anni di esilio, è tornato a vivere in Palestina, stabilendosi a Ramallah. Considerato unanimemente uno dei più grandi poeti contemporanei, Mahmud Darwish è tra le voci più limpide della cultura e della storia palestinesi. Tra le sue opere, oltre a Murale, sono disponibili in traduzione italiana: Una memoria per l’oblio (Jouvence, Roma 1997), Meno rose (Cafoscarina, Venezia, 1997) e Perché hai lasciato il cavallo alla sua solitudine? (Edizioni San Marco dei Giustiniani, Genova 2001).Darwish

Categorie:guerra, Poesia Tag:

Ana Blandiana – Animal Planet

Più innocente, ma non innocente,
In questo universo nel quale
Le leggi stesse della natura decidono
Chi deve uccidere chi
E colui che uccide di più diventa re:
Con quanta ammirazione è filmato
Il leone che placido e feroce scortica la gazzella,
E io, chiudendo gli occhi o spegnendo il televisore,
Ho la sensazione di essere meno partecipe al delitto,
Sebbene sappia che la lucerna della vita
Deve essere riempita continuamente di sangue,
Del sangue altrui.
Più innocente, ma non innocente,
Ho mangiato assieme ai cacciatori,
Anche se mi piaceva accarezzare le orecchie lunghe
E setose dei conigli
Gettati, come su un catafalco,
Sulla tovaglia ricamata.
Colpevole, anche se non ero io a premere il grilletto,
Ma mi tappavo gli orecchi,
Orripilata dal rumore della morte
E dall’odore del sudore indecente di coloro che hanno sparato.
Più innocente, ma non innocente,
Comunque più innocente di te,
Autore di questa spietata perfezione,
Che hai deciso tutto
E poi mi hai insegnato a porgere anche l’altra guancia.

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Ana Blandiana, pseudonimo di Otilia Valeria Coman (Timișoara, 25 marzo 1942), è una poetessa romena, sostenitrice dei diritti civili in Romania.
Prima della rivoluzione del 1989, famosa dissidente e sostenitrice dei diritti dell’uomo, ebbe il coraggio di contestare in numerose interviste e dichiarazioni pubbliche il dittatore Nicolae Ceauşescu. Nel 2005 ha vinto in Italia il Premio letterario Giuseppe Acerbi, premio speciale per la poesia, per la sua opera Un tempo gli alberi avevano gli occhi, Editrice Donzelli, 2005. Pubblicate in Italia anche le sue memorie di viaggio, Il mondo sillaba per sillaba, Edizioni Saecula , 2012.