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Posts Tagged ‘Paul Polansky’

Rockets, un libro di Paul Polansky

“Rockets” è una raccolta bilingue illustrata di poesie di Paul Polansky sul conflitto tra Israele e Palestina. La maggior parte delle poesie sono state scritte tra luglio e agosto 2014, durante la guerra; le altre risalgono ad un viaggio dell’autore a Gerusalemme nel 2002. Le poesie di Polansky sono dirette, crude, aggressive; la sua scrittura è come al solito ironica e grottesca. Usa versi affilati come lame di coltelli per scavare negli animi di Israeliani e Palestinesi, nelle loro differenze culturali. Il suo richiamo, però, da difensore dei diritti umani, è ad un messaggio di pace, come quello che si trova a Gerusalemme, nella torre del museo di Davide e che chiude il libro: “credere in un solo Dio, nella fratellanza dell’umanità, nelle regole della legge, e la visione della pace eterna sono state tra le idee concepite a Gerusalemme che avrebbero ispirato l’umanità di tutti i tempi.”Roc

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Il presidente del Kosovo (Paul Polansky)

Un barbone serbo
che si è dichiarato
presidente del Kosovo
siede ogni pomeriggio
su una panchina di legno
di fronte
alla stazione di Plementina
facendo cenni ad ogni veicolo
che passa.
Quando il Presidente del Kosovo
agita il suo logoro cappello di pelliccia
verso le Jeep scintillanti delle ONG,
si può vedere che la sua faccia bruciata dal sole
sembra una mappa in miniatura
del suo paese,
fino alle cicatrici
che sembrano crateri di bombe.
Ieri, il presidente del Kosovo
portava attorno al collo un grande cartello,
scritto in inglese. Diceva:
IL MIO ULTIMO CAMPIONE DI URINA
È RISULTATO POSITIVO
ALLE SCORIE
NUCLEARI RIPROCESSATE.
GRAZIE AMERICA
PER AVERMI RESO LE PALLE
FOSFORESCENTI AL BUIO.

(trad. Valentina Confido)Polansky

Il poeta Roberto Malini premiato a Camaiore nell’anniversario delle leggi di Norimberga

Camaiore (Lucca), 10 settembre 2012. Il 15 settembre 2012 il poeta e difensore dei diritti umani Roberto Malini sarà insignito della Menzione Speciale nella serata finale della XXIV edizione del Premio Letterario Camaiore, per libro di poesie “Il silenzio dei violini”, che ha scritto insieme al poeta americano Paul Polansky, di cui Malini è anche traduttore. L’opera si incentra sulla condizione dei Rom in Italia e nell’Unione europea. Sono Rom e Sinti i protagonisti delle poesie, eroi di un popolo escluso e perseguitato, capace di superare discriminazione, violenze e abusi grazie alla sua coesione, al suo coraggio e al suo patrimonio di tradizioni, fra cui il Kris Romani, antico e illuminati sistema a giuridico del popolo Rom. “Scrissi la prima poesia sui Rom quarant’anni fa,” racconta Malini, “dopo aver assistito, a Milano, all’aggressione verbale e fisica di una giovane Romnì, accusata in un mercato popolare di aver rubato una caciotta. La ragazza stringeva al seno un bimbo in fasce e la poesia terminava con questo verso: ‘Non piangono i bambini degli zingari’. Quarant’anni dopo assistiamo ancora a un tentativo di annientamento dei Rom, una gente libera e pacifica, un popolo che amo e del cui destino ormai faccio parte. La data del 15 settembre è emblematica, perché quel giorno, nel 1935, furono approvate in Germania le leggi di Norimberga, che vennero battezzate ‘Leggi per la protezione del sangue e dell’onore tedesco’. Oltre agli ebrei, ai disabili, agli omosessuali, tutti i non ariani e prevalentemente i Rom furono colpiti da quei provvedimenti razzisti, che aprirono la strada all’Olocausto. Rom e Sinti – insieme agli altri gruppi sociali invisi al nazionalsocialismo – vennero privati dei diritti civili e contemporaneamente iniziò la loro persecuzione, cha abbassò in breve la loro speranza di vita media a soli 40 anni. Fa orrore riflettere sulla condizione odierna di questo popolo, i cui dati sono accuratamente nascosti da istituzioni e media. A causa dell’emarginazione, della negazione di sostegno socio-sanitario, dei continui sgomberi cui sono sottoposti, della repressione poliziesca e giudiziaria, delle atroci condizioni in cui sono costretti a vivere, i Rom hanno oggi la stessa aspettativa media di vita di quelli che soffrirono l’odio dei nazisti: 40 anni”. Il libro di Roberto Malini e Paul Polansky è sostenuto, per i suoi valori civili, dall’UNICEF e dal Consiglio d’Europa.

Tatarszentgyoergy

Con occhi di ghiaccio li guardò l’odio,
con braccia di fuoco li prese.
La memoria, i violini, tutti quei fiori bianchi
non ci danno pace.
Mai dimenticheremo Tatarszentgyoergy,

dove grida – per sempre – giustizia
la cenere Rom.

Lunedì 23 febbraio 2009, nel villaggio ungherese di Tatarszentgyoergy, 55 chilometri
a sudest di Budapest, un giovane padre Rom e il figlio di cinque anni sono stati uccisi da sconosciuti e successivamente dati alle fiamme in un’aggressione di matrice razzista.

IL SILENZIO DEI VIOLINI

Tatarszentgyoergy

(di Roberto Malini)

Con occhi di ghiaccio li guardò l’odio,
con braccia di fuoco li prese.

La memoria, i violini, tutti quei fiori bianchi
non ci danno pace.

Mai dimenticheremo Tatarszentgyoergy,
dove grida – per sempre – giustizia
la cenere Rom.

(Lunedì 23 febbraio 2009, nel villaggio ungherese di Tatarszentgyoergy, 55 chilometri a sudest di Budapest, un giovane padre Rom e il figlio di cinque anni sono stati uccisi da sconosciuti e successivamente dati alle fiamme in un’aggressione di matrice razzista).

Il poeta Roberto Malini al Festival Internazionale di POESIA DI GENOVA nel giorno che ricorda l’Olocausto dei Rom

8 giugno 1838: inizia il Porrajmos in Italia. 8 giugno 2012, ricordiamolo al Festival di Genova con la poesia.

L’8 giugno 2012 a Genova dalle ore 20, presso i Giardini Emanuele Luzzati, il poeta e difensore dei diritti umani ROBERTO MALINI terrà una lettura di poesie dedicata alla condizione del popolo Rom in Italia. Il Festival Internazionale di Poesia di Genova – la principale manifestazione italiana riservata alla poesia – ha invitato Malini in una data emblematica, che ricorda quell’8 giugno del 1938 quando il Ministero degli Interni italiano, con una circolare diramata a tutte le prefetture, stabiliva l’istituzione di campi di concentramento destinati a persone italiane o straniere ritenute asociali dalle autorità preposte alla tutela dell’ordine pubblico. Lo stesso giorno ebbero inizio le retate e le conseguenti deportazioni di famiglie Rom: di fatto, iniziò il Porrajmos (olocausto del popolo Rom) in Italia. Roberto Malini è autore insieme al poeta americano Paul Polansky del libro di poesie “IL SILENZIO DEI VIOLINI” (edizioni Il Foglio, Piombino 2012, prefazione di Ian Hancock), che recentemente ha ottenuto la Menzione Speciale al Festival Letterario di Camaiore 2012. L’opera raccoglie poesie incentrate su vicende reali che hanno colpito i Rom in Italia negli ultimi anni.
“Sono orgoglioso di rappresentare con la mia poesia la gente Rom in una data così significativa,” ha detto il poeta. “Nello spazio che Claudio Pozzani, organizzatore del festival, mi ha concesso, porterò contemporaneamente un po’ del mio lavoro di poeta, un po’ di quello di attivista umanitario e testimone della persecuzione dei Rom. La lettura di Genova precede il ‘reading’ che terrò in settembre a Bruxelles di fronte a una rappresentanza del Parlamento e del Consiglio dell’Unione europea. In entrambe le occasioni, leggerò poesie che parlano di veri eroi del nostro tempo: Alexandru e Mihai, anziani Rom sopravvissuti al Porrajmos per incontrare ancora discriminazione e repressione nell’Italia di oggi; Toma, il patriarca dei Rom di Pesaro – città di sgomberi e persecuzione – che oggi si trova in carcere senza aver commesso alcuna colpa ed è in attesa della risposta del presidente Napolitano alla domanda di grazia che gli abbiamo inoltrato; Irina, vittima di stupro da parte di razzisti; Danchu, che dipinge fiori nelle baracche e sotto i ponti, per lasciare una traccia del passaggio della sua famiglia; Virgil, bimbo che non è mai venuto al mondo, perché la giovane madre l’ha perduto durante un terribile sgombero, ancora a Pesaro. Il Festival Internazionale di Poesia di Genova è l’occasione ideale per questa lettura, perché il capoluogo ligure è una città che manifesta solidarietà verso i Rom e attenzione verso la loro cultura secolare: un caso raro nel nostro paese”. Roberto Malini, membro fondatore del gruppo internazionale di artisti per i Rom “Khetanes”, ama l’interazione fra arti diverse e ha già lavorato con alcuni dei più noti artisti Rom: da Vadim Kolpakov (musicista che collabora regolarmente con Madonna) a Santino Spinelli, da Jovica Jovic alla giovane pittrice Rebecca Covaciu.

DIRE POESIA 2012

 Curata da Stefano Strazzabosco, si svolge nei luoghi d’arte della città e propone un percorso di tre mesi attraverso le voci della poesia contemporanea internazionale, per affidare alla parola lirica un racconto e una testimonianza sulla storia attuale. “Il programma 2012 di Dire poesia – spiega Strazzabosco – è stato pensato nel segno del rapporto tra letteratura e storia, mettendo in rilievo la funzione di coscienza critica e di testimonianza che molti dei poeti invitati hanno assunto nel corso degli anni. In questo senso, sono esemplari le figure di Paul Polansky, Abdulah Sidran e Manuel Alegre, nei cui scritti risuonano temi come la difesa delle minoranze (Polansky), il dramma del conflitto balcanico (Sidran) e la libertà di autodeterminazione dei popoli (Alegre). L’edizione 2012 vuole così dar voce a quella poesia civile che insiste sulle relazioni tra cittadini e politica, tra parola e azione, tra versi e realtà, impiegando comunque le forme e i linguaggi propri della poesia: musica, bellezza, incanto, forza espressiva e intensità del dire”..Il progetto è promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza e da Intesa Sanpaolo, con la direzione artistica di Stefano Strazzabosco. L’edizione 2012 della rassegna si avvale delle collaborazioni con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari di Venezia; con il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università di Padova e l’Instituto Camões; con il Festival Biblico; con Vicenza Jazz; con il festival “Libriamo”; con l’Officina arte contemporanea di Vicenza.

Ecco il programma generale di Dire poesia 2012.

 

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mercoledì 21 marzo, ore 18.00

Andrea Afribo introduce

Umberto Fiori

Palazzo Leoni Montanari

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lunedì 16 aprile, ore 18.00

Giulio Marra introduce

George Elliott Clarke (Canada)

con Bruno Censori e Gionni Di Clemente (chitarre)

Ridotto del Teatro Comunale

in collaborazione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari di Venezia

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venerdì 27 aprile, ore 18.00

Roberto Nassi introduce

Paul Polansky (U.S.A.)

Palazzo Trissino (Sala degli Stucchi)

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domenica 6 maggio, ore 18.00

Marco Fazzini introduce

Natalia Molebatsi (Sudafrica)

con Claudio Fasoli (sax & electronics) e Simone Serafini (contrabbasso)

Fotografie di Pino Ninfa

Palazzo del Monte – ViArt

in collaborazione con Vicenza Jazz

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sabato 12 maggio, ore 18.00

Marco Munaro introduce

Anna Maria Farabbi

con Rossano Emili (sax baritono, clarinetto) e Angelo Lazzeri (chitarra)

Palazzo Leoni Montanari

in collaborazione con Vicenza Jazz

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mercoledì 23 maggio, ore 18.00

Sandra Bagno introduce

Manuel Alegre (Portogallo)

Palazzo Leoni Montanari

in collaborazione con la Cattedra Manuel Alegre dell’Università di Padova

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venerdì 25 maggio, ore 18.00

Piero Del Giudice introduce

Abdulah Sidran (Bosnia-Erzegovina)

Palazzo Leoni Montanari

in collaborazione con il Festival Biblico

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giovedì 7 giugno, ore 21.00

Carlo Presotto conduce

Poetry slam (dieci poeti in gara)

Loggia del Capitaniato

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sabato 9 giugno, ore 18.00

Dire poesia off:

Cristina Alziati

Andrea Longega

L’Officina arte contemporanea

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mercoledì 13 giugno, ore 18.00

Claudio Cinti e Silvia Raccampo introducono

Jesús Urzagasti (Bolivia)

Chiostri di Santa Corona

 

fonte:

direpoesia.wordpress.com